Pianeti

Concetto artistico di pioggia di ferro sull'esopianeta WASP-76b (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta uno studio sulle condizioni esistenti sull’esopianeta WASP-76b, un gioviano ultracaldo dove sul lato illuminato dalla sua stella fa talmente caldo che i metalli vaporizzano per poi condensarsi sul lato buio, dove piove ferro. Un team di ricercatori guidato da David Ehrenreich dell’Università di Ginevra, in Svizzera, che include ricercatori dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato lo strumento ESPRESSO montato sul VLT in Cile per studiare i processi in atto nell’atmosfera di WASP-76b con i venti che trasportano il vapore di ferro in giro per questo gigante gassoso.

Struttura del tiofene

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrobiology” riporta uno studio sulla possibile origine dei composti organici conosciuti come tiofeni scoperti su Marte dal Mars Rover Curiosity della NASA. Jacob Heinz della Technische Universität di Berlino e Dirk Schulze-Makuch della Washington State University hanno descritto alcuni possibili processi che portano alla formazione di tiofeni. Si tratta di possibili processi che possono essere non biologici opppure biologici e il problema è trovare prove che puntino a uno di essi. I tiofeni esistono anche sulla Terra e si tende a pensare che si formino in seguito a processi biologici ma su Marte ciò vorrebbe dire che esistono forme di vita.

Concetto artistico dell'esopianeta K2-18b (Immagine cortesia Amanda Smith)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sulle potenziali condizioni di abitabilità dell’esopianeta K2-18b. Un team dell’Università britannica di Cambridge guidato da Nikku Madhusudhan ha condotto una serie di simulazioni basate sui possibili valori di massa, dimensioni e dati sull’atmosfera disponibili su di esso per creare vari modelli compatibili con le osservazioni. Secondo le conclusioni, in certe condizioni sulla sua superficie potrebbe esserci acqua liquida.

Concetto artistico di gioviano caldo vicino alla propria stella (Immagine cortesia University of Warwick/Mark Garlick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sull’esopianeta NGTS-10b, un gioviano ultracaldo il cui anno dura solo 18 ore circa. Un team di ricercatori guidato dal dottor James McCormac dell’Università britannica di Warwick ha usato dati raccolti nel corso dell’indagine NGTS per identificare NGTS-10b grazie ai suoi transiti di fronte alla sua stella. Si tratta del gioviano caldo o ultracaldo più vicino alla sua stella osservato finora, talmente vicino ad essa che in un lontano futuro potrebbe avvicinarsi al punto da essere distrutto. Ciò lo rende un interessante oggetto di studio, anche perché osservazioni condotte per diversi anni potranno misurare i cambiamenti della sua orbita per capire se davvero ha un destino segnato.

Spesse nuvole bianche nella zona equatoriale di Giove

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sull’abbondanza d’acqua nell’atmosfera e in particolare nella regione equatoriale del pianeta Giove. Il team della missione Juno della NASA ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale, che da circa tre anni e mezzo sta orbitando attorno al gigante gassoso. La conclusione è che l’acqua costituisce circa lo 0,25% delle molecole nell’atmosfera di Giove, circa tre volte quelle presenti nell’atmosfera solare stimata attraverso la presenza dei suoi componenti. Si tratta di un risultato che indica un’abbondanda molto superiore a quella misurata nel 1995 dalla sonda spaziale Galileo.