Pianeti

Resti di ghiacciai che hanno scolpito il territorio delle Deuteronilus Mensae su Marte

L’ESA ha pubblicato nuove immagini della regione del pianeta Marte chiamata Deuteronilus Mensae catturate dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Espress che mostrano un territorio scolpito dai movimenti di ghiacciai che hanno creato formazioni come quelle conosciute come mesa. Si tratta di una regione particolarmente interessante perché già nel decennio scorso sono state scoperte tracce di ghiaccio ancora presente. In passato, in quell’area c’era forse una calotta regionale di cui le Deuteronilus Mensae rappresenta i resti.

La notizia della morte della Grande Macchia Rossa di Giove potrebbe essere decisamente esagerata

Al 72° meeting della divisione di fluidodinamica della American Physical Society, tenuta nei giorni scorsi a Seattle, Philip Marcus dell’Università della California a Berkeley ha presentato uno studio sulla Grande Macchia Rossa di Giove. Secondo recenti ricerche, essa si sta rimpicciolendo ma secondo questo nuovo studio basato su fotografie e simulazioni al computer si tratta in realtà di un’impressione dovuta a nuvole che ne coprono una parte.

Un'indagine sui sistemi stellari multipli mostra che molti hanno pianeti

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta un’analisi dei dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA alla ricerca di esopianeti in sistemi multipli. Il dottor Markus Mugrauer dell’Università di Jena, in Germania, ha esaminato oltre 1.300 stelle con esopianeti in un raggio di circa 1.600 anni luce dalla Terra per stabilire quali tra esse avessero una o anche più compagne. Il risultato è che oltre 200 di esse sono sistemi multipli, in un caso addirittura quadruplo, in cui le compagne sono soprattutto nane rosse ma in otto casi c’è una nana bianca come compagna. Si tratta della conferma che i sistemi multipli con esopianeti non sono un’eccezione e che gli esopianeti possono sopravvivere anche alla morte di una delle stelle.

Picchi di ossigeno nell'atmosfera di Marte costituiscono un nuovo mistero

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research: Planets” riporta un’analisi della composizione dell’atmosfera del pianeta Marte basata su dati raccolti dal Mars Rover Curiosity della NASA. Un team di ricercatori guidati da Melissa Trainer del Goddard Space Center della NASA ha confermato la presenza dei vari gas già conosciuti con variazioni stagionali dovuti al congelamento e all’evaporazione dell’anidride carbonica. Una sorpresa è arrivata dalla rilevazione di una notevole crescita di ossigeno in primavera e una ricaduta ai livelli precedenti in autunno. Si tratta di un nuovo mistero che si aggiunge a quello della presenza di metano sul pianeta rosso.

Concetto artistico di pianeta molto vicino alla sua stella (Immagine ESA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta lo studio di esopianeti che orbitano attorno a due stelle giganti rosse: HD 212771 e HD 203949. Un team di ricercatori guidato da Tiago Campante dell’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço (IA) dell’Università di Lisbona, in Portogallo, ha applicato la tecnica dell’astrosismologia a osservazioni condotte con il telescopio spaziale TESS della NASA. Il risultato è stato sorprendente nel caso del sistema di HD 203949 perché il pianeta non è stato inghiottito dalla stella nel corso della sua espansione pur orbitando molto vicino ad essa.