Pianeti

L'asteroide Igea è sferico e potrebbe essere riclassificato come pianeta nano

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio dell’asteroide Igea che ne mostra la forma approssimativamente sferica, uno dei requisiti per essere catalogato come pianeta nano. Un team di ricercatori guidato da Pierre Vernazza del Laboratoire d’Astrophysique di Marsiglia, in Francia, ha usato lo strumento SPHERE montato sul VLT dell’ESO in Cile per ottenere immagini dettagliate di uno degli oggetti più grandi della fascia di asteroidi tra Marte e Giove. Se Igea venisse riclassificato, si tratterebbe del più piccolo pianeta nano con un diametro che è meno di metà di quello di Cerere.

Concetto artistico di collisione planetaria nel sistema BD +20 307 (Immagine NASA/SOFIA/Lynette Cook)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta unno studio del sistema binario BD +20 307 nel quale è stata rilevata la presenza di polveri troppo calde per essere l’equivalente della fascia di Kuiper perciò sono state interpretate come resti di una collisione planetaria. Un team di ricercatori guidato da Maggie Thompson dell’Università della California a Santa Cruz ha usato il telescopio volante SOFIA per rilevare le emissioni infrarosse, che sono aumentate nel corso del tempo.

La Nirgal Vallis (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato nuove immagini catturate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express che mostrano la Nirgal Vallis sul pianeta Marte. Si tratta di una valle fluviale che si estende per oltre 700 chilometri, tanto vasta da attraversare le maglie cartografiche Coprates e Margaritifer Sinus. Qualche miliardo di anni fa, quando i fiumi erano pieni d’acqua liquida, probabilmente riempivano il cratere Holden, facendone un lago con un diametro di circa 150 chilometri e una profondità fino a circa 250 metri.

Tracce di antichissimi stagni salati sul fondo del cratere Gale su Marte

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta i risultati di un’analisi di dati raccolti dal Mars Rover Curiosity in una sezione di rocce sedimentarie del cratere Gale su Marte chiamata Sutton Island in cui è stata rilevata la presenza di sale sotto forma di salgemma nei sedimenti. Un team di ricercatori guidato da William Rapin del Caltech ha interpretato quella presenza come prova che circa tre miliardi e mezzo di anni fa lì c’erano stagni salati che sono passati attraverso episodi di tracimazione ed essiccazione. I depositi mostrano la storia delle fluttuazioni climatiche nel periodo in cui l’ambiente marziano passò da bagnato e simile a quello terrestre al deserto secco odierno.

Concetto artistico di K2-18b con la sua stella sullo sfondo (Immagine ESA/Hubble, M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la rilevazione di vapore acqueo nell’atmosfera dell’esopianeta K2-18b grazie principalmente al telescopio spaziale Hubble. Quest’esopianeta è nell’area abitabile del suo sistema e ciò l’ha reso interessante fin da quando questa super-Terra è stata scoperta, nel 2015. Si tratta della prima rilevazione di vapore acqueo in un esopianeta di quel tipo ma è ancora troppo presto per valutarne il potenziale di abitabilità perché le rilevazioni non sono sufficientemente precise per definire le percentuali di altre molecole come quelle di idrogeno ed elio e per capire se vi sono nuvole.