Pianeti

Rappresentazione artistica del Trace Gas Orbiter (TGO) (Immagine ESA–D. Ducros)

La sonda spaziale TGO (Trace Gas Orbiter) e il lander Schiaparelli di ESA e Roscosmos hanno raggiunto il pianeta Marte completando la prima fase della prima missione del programma ExoMars, iniziato con il loro lancio il 14 marzo 2016. Schiaparelli si era separato dal TGO il 16 ottobre con qualche brivido perché la manovra era avvenuta correttamente ma i dati telemetrici sono arrivati con notevole ritardo.

L'orbita di 2014 UZ224 (Immagine cortesia JPL Horizons / Sky and Telescope)

David Gerdes, professore di astrofisica all’Università del Michigan, e vari colleghi associati con l’indagine DES (Dark Energy Survey) hanno scoperto un nuovo pianeta nano che al momento ha una distanza di circa 14 miliardi di chilometri dal Sole. Chiamato per ora solo 2014 UZ224, è tra i corpi celesti più distanti scoperti nel sistema solare dopo il pianeta nano Eris e il possibile pianeta nano conosciuto come V774104 la cui scoperta è stata annunciata nel dicembre 2015.

Wharton Ridge (Immagine NASA/JPL-Caltech/Cornell/Arizona State Univ.)

Dopo aver esteso ancora una volta la missione del venerabile Mars Rover Opportunity, la NASA ha annunciato che esso si dirigerà in un canale scavato molto tempo fa da un fluido, forse da acqua. L’obiettivo è capire se si tratti dei resti di un antichissimo fiume marziano. Si tratta dell’inizio dell’ennesima missione per Opportunity, che risente dell’usura e potrebbe correre dei rischi per una tempesta che investirà Marte.

Una parte di Sputnik Planum vista dalla sonda spaziale New Horizons (Foto NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” offre una spiegazione all’esistenza di Sputnik Planum, il bacino a forma di cuore su Plutone. Tanguy Bertrand e François Forget, due ricercatori del Laboratoire de météorologie dynamique (CNRS/École polytechnique/UPMC/ENS Parigi) hanno usato simulazioni al computer per mostrare che la peculiare insolazione e atmosfera di Plutone favorisce la condensazione vicino all’equatore nelle zone di bassa altitudine. La conseguenza è l’accumulo di ghiaccio d’azoto in quel bacino.

Butte e rocce stratificate nel Murray Buttes (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

La NASA ha pubblicato una serie di fotografie scattate dal Mars Rover Curiosity che mostrano il panorama dell’area marziana chiamata “Murray Buttes”. Si tratta di immagini di elevatissima qualità catturate l’8 settembre 2016 usando lo strumento Mast Camera (Mastcam), composto da due macchine fotografiche in grado di ottenere tra le altre cose fotografie in colori naturali. Il risultato è un panorama mozzafiato che allo stesso tempo è molto interessante dal punto di vista scientifico perché le rocce stratificate fotografate mostrano le tracce della storia geologica di Marte.