Pianeti

Plutone visto alla luce visibile e ai raggi X dall'Osservatorio Chandra (non in scala) (Immagine X-ray: NASA/CXC/JHUAPL/R.McNutt et al; Optical: NASA/JHUAPL)

Due nuove ricerche sono legate in modi diversi a emissioni provenienti dal pianeta nano Plutone. Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive una ricerca che, attraverso l’utilizzo dell’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA ha rilevato le emissioni di raggi X di Plutone. Un altro articolo pubblicato invece sulla rivista “Nature” offre una spiegazione per il colore rossastro ai poli di Caronte, causato da metano strappato all’atmosfera di Plutone e ghiacciato dalle basse temperature.

L'aurora australe di Giove vista agli infrarossi (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI/ASI/INAF/JIRAM)

La NASA ha pubblicato i primi risultati del volo ravvicinato a Giove compiuto dalla sonda spaziale Juno il 27 agosto 2016. Nell’arco di circa sei ore, Juno è passata a una distanza minima di 4,200 chilometri dal pianeta e soprattutto è passata sia sopra il polo nord che il polo sud. Il risultato è una serie di immagini delle aurore agli infrarossi con tanti particolari mai visti prima.

Vista in prospettiva del cratere Oxo su Cerere (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Sono ben sei gli articoli pubblicati sulla rivista “Science” che descrivono altrettante ricerche riguardanti il pianeta nano Cerere. Utilizzando i dati raccolti dalla sonda spaziale Dawn della NASA, vari gruppi internazionali di ricercatori hanno esaminato diversi aspetti dell’attività geologica esistita fino al passato recente fino a una temporanea atmosfera.

Concetto artistico di Giove paragonato al gioviano caldo HD 189733b (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Secondo una stima degli astronomi la sola Via Lattea potrebbe ospitare un miliardo di pianeti giganti gassosi come Giove. Vent’anni di scoperte e studi di esopianeti hanno insegnato che esistono diversi tipi di gioviani e il loro studio è importante per capire l’evoluzione di un sistema solare, compreso il nostro, data l’influenza di un pianeta di quella massa. D’altra parte, anche lo studio di Giove ci aiuta a capire più in generale quella classe di esopianeti.

Il pianeta Giove visto dalla sonda spaziale Juno da una distanza di circa 703.000 chilometri il 27 agosto 2016 (Foto NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS)

Nel corso della giornata di ieri la sonda spaziale Juno della NASA ha compiuto il suo primo volo ravvicinato al pianeta Giove. Alle 15.44 italiane circa è passata a solo 4.200 chilometri di altitudine sopra le nuvole gioviane, la distanza minima prevista per tutta la sua missione primaria. A quel punto, Juno stava viaggiando a ben 208.000 km/h rispetto al pianeta. Si tratta del primo di 36 passaggi ravvicinati previsti nei due anni e mezzo della sua missione primaria.