Stelle

Le fasi del Grande Oscuramento di Betelgeuse

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta un’analisi della situazione della stella Betelgeuse che esamina la sua ripresa dopo quello che è stato definito il Grande Oscuramento. Un team di ricercatori ha usato una serie di strumenti che includono il telescopio spaziale Hubble e altri osservatori al suolo e nello spazio per ricostruire la storia di quell’evento e per esaminarne le conseguenze. Betelgeuse sta tornando quella di qualche anno fa ma non esattamente perché la colossale espulsione di massa coronale, confermata ancora una volta da questo studio, che ha causato il Grande Oscuramento ha anche alterato cicli stellari che esistevano da almeno due secoli.

Concetto artistico degli eventi che hanno generato il lampo gamma breve GRB 211106A (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), M. Weiss (NRAO/AUI/NSF))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati delle analisi delle rilevazioni del lampo gamma corto catalogato come GRB 211106A condotte grazie al radiotelescopio ALMA. Un team di ricercatori ha esaminato la luce residua generata dall’interazione con il gas che li circonda dei getti che accompagnano il lampo gamma e si muovono a una velocità vicina a quella della luce. Si tratta del primo caso in cui ALMA è stato usato per esaminare un evento di questo tipo e altre osservazioni sono state condotte con il VLA e vari telescopi spaziali. L’insieme di dati ottenuto copre le varie bande elettromagnetiche e ha permesso ai ricercatori di concludere che quel lampo gamma è stato generato dalla fusione di due stelle di neutroni.

La galassia Ruota di Carro vista dal telescopio spaziale James Webb (Immagine NASA, ESA, CSA, STScI)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb mostra la galassia Ruota di Carro in dettagli superiori a quelli ottenuti in passato con altri telescopi. Una combinazione degli strumenti NIRCam e MIR di Webb ha permesso di individuare singole stelle e regioni di formazione stellare offrendo anche nuove informazioni sul comportamento del buco nero supermassiccio all’interno di questa galassia peculiare. Si tratta di un nuovo aiuto nello studio dei cambiamenti in atto in quella che molto probabilmente è la conseguenza di una collisione tra due galassie diverse con una trasformazione ancora in atto.

Zeta Ophiuchi e il suo bow shock

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” riporta uno studio sulla stella Zeta Ophiuchi, una cosiddetta stella fuggitiva diventata celebre anche oltre il campo dell’astronomia per il suo bow shock, l’enorme onda d’urto analoga alle onde generate nell’acqua dalla prua di una nave. Un team di ricercatori guidato da Samuel Green dell’Istituto per gli Studi Avanzati di Dublino, in Irlanda, ha costruito modelli dettagliati al computer del bow shock per cercare di spiegare i dati osservati. I risultati confermano le origini di Zeta Ophiuchi ma spiegano solo parzialmente le emissioni di raggi X rilevate.

Concetto artistico di sistemi binari legati gravitazionalmente (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society Letters” offre una serie di indizi sul fatto che il sistema triplo TIC 470710327 sia il risultato di una fusione stellare. Un team di ricercatori ha utilizzato lo spettrografo HERMES montto sul telescopio Mercator per osservazioni mirate di questo sistema la cui scoperta è avvenuta grazie al telescopio spaziale TESS della NASA ed è stata annunciata in un articolo pubblicato nell’aprile 2022 sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”. Simulazioni al computer hanno portato i ricercatori a concludere che in origine c’erano due sistemi binari legati gravitazionalmente e in uno di essi le due stelle si sono fuse in una che ha finito per formare un sistema triplo con le altre due.