Stelle

Il sistema BD+60 1417AB

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un oggetto che orbita attorno a BD+60 1417, una giovane stella un po’ più piccola del Sole, il quale potrebbe essere un pianeta gigante gassoso ma anche una piccola nana bruna. L’astrofilo Jörg Schümann ha individuato un oggetto in movimento esaminando immagini nel programma “Backyard Worlds: Planet 9” a cui chiunque può partecipare. Un team guidato da Jackie Faherty dell’American Museum of Natural History ha usato vari telescopi per confermare l’esistenza dell’oggetto, catalogato come CWISER J124332.12+600126.2 o semplicemente W1243. La sua massa è stata stimata tra 10 e 20 volte quella del pianeta Giove, attorno al confine tra pianeta a nana bruna, stimato attorno a 13 masse gioviane. L’oggetto era sfuggito a precedenti ricerche probabilmente perché la sua distana dalla sua stella è circa 1660 volte quella della Terra dal Sole.

Il sistema binario b Centauri visto da SPHERE

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di un pianeta nel sistema binario b Centauri, il più massiccio nel quale sia stato scoperto un pianeta. Un team di ricercatori ha usato il VLT dell’ESO in Cile per individuare l’esopianeta catalogato come b Centauri (AB)b o semplicemente b Centauri b fotografandolo con lo strumento SPHERE. Si tratta di un pianeta da record anche perché ha una massa stimata in circa dieci volte quella di Giove, rendendolo uno dei più massicci conosciuti, con un’orbita che è circa cento volte più lontana dalle due stelle della distanza di Giove dal Sole. Secondo i ricercatori, è probabile che b Centauri b si sia formato in un’altra area del sistema per poi spostarsi a causa di interazioni gravitazionali.

L'area attorno a Calvera (nel cerchio) osservata dallo strumento LAT del telescopio spaziale Fermi

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla pulsar catalogata come 1RXS J141256.0+792204 e soprannominata Calvera, un richiamo al film “I magnifici sette” dovuto al fatto che si tratta di una pulsar isolata come le precedenti conosciute in precedenza, soprannominate le magnifiche sette. Un team di ricercatori dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e dell’Università di Padova ha utilizzato lo strumento NICER sulla Stazione Spaziale Internazionale per studiare Calvera. Le conclusioni sono che questa pulsar è nell’alone della Via Lattea, molto più lontano di quanto stimato dopo la sua scoperta, ed è molto più giovane rispetto alle magnifiche sette.

Concetto artistico dell'esopianeta GJ 367 b (Immagine cortesia SPP 1992 (Patricia Klein))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta la scoperta dell’esopianeta GJ 367 b, grande più o meno quanto Marte, con un anno che dura solo otto ore. Un team di ricercatori guidato da Kristine Lam and Szilárd Csizmadia della DLR, l’agenzia aerospaziale tedesca, ha usato le osservazioni condotte dal telescopio spaziale TESS della NASA e rilevazioni mirate condotte con lo strumento HARPS del telescopio da 3,6 metri dell’ESO a La Silla, in Cile, per ottenere informazioni su GJ 367 b. Si potrebbe dire che si tratta di un super-Mercurio dato che i due pianeti hanno un nucleo di ferro simile ma sul lato di GJ 367 b rivolto verso la sua stella, una nana rossa, la temperatura stimata è di circa 1.500° Celsius.

Ttracce di varie molecole nelle emissioni della protostella viste da ALMA assieme a una vista agli infrarossi

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di molecole organiche complesse attorno a una protostella ai confini della Via Lattea. Un team di ricercatori guidato dall’astronomo Takashi Shimonishi dell’Università giapponese di Niigata ha usato il radiotelescopio ALMA per esaminare l’area attorno a una protostella nella regione catalogata come WB89-789 rilevando la presenza di molecole come metanolo, etanolo, formiato di metile, etere dimetilico, formammide, propionitrile e altre ancora. Si tratta della prima volta che molecole organiche complesse, del tipo che può costituire la base di molecole prebiotiche, vengono scoperte ai confini della Via Lattea e ciò suggerisce che possono formarsi con un’efficienza analoga a quella esistente all’interno della galassia, nel “vicinato” solare.