Stelle

Un'analisi di stelle binarie larghe mostra che sono gemelle

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio su stelle binarie larghe. Un team di ricercatori guidato da Keith Hawkins dell’Università del Texas a Austin ha studiato 25 coppie di stelle binarie larghe identificate usando i dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA. Usando il telescopio Harlan J. Smith all’Ossservatorio McDonald, i ricercatori hanno esaminato la composizione chimica delle 50 stelle in modo approfondito concludendo che stelle nate assieme mostrano una composizione chimica praticamente identica, molto più vicina di stelle dello stesso tipo scelte a caso.

NGC 2264 visto da Spitzer (Immagine Credit: NASA/JPL-Caltech/P.S. Teixeira (Center for Astrophysics))

Il telescopio spaziale Spitzer della NASA ha catturato una nuova immagine del cosiddetto ammasso Albero di Natale, così soprannominato per la sua forma. Quell’apparenza è aumentata da una notevole formazione stellare con la conseguente presenza di protostelle che emettono una luce che a Spitzer appare rosa o rossa che danno all’area un effetto simile alle palle dell’albero di Natale. Esso fa parte di un insieme di oggetti noti collettivamente con la sigla NGC 2264 che include anche l’ammasso Fiocco di Neve, la Nebulosa Cono e la Nebulosa Pelliccia di Volpe.

Frammento del meteorite Muonionalusta

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta un’analisi della composizione isotopica di sei gruppi di meteoriti ferrose i cui risultati offrono prove che una parte dei materiali che ha formato il pianeta Terra proveniva da stelle giganti rosse. Mattias Ek dell’università di Bristol, Alison C. Hunt, Maria Lugaro e Maria Schönbächler hanno esaminato in particolare la composizione isotopica del palladio trovando che alcune polveri hanno una composizione che può essere prodotta solo dalle reazioni nucleari che avvengono nelle regioni interne di giganti rosse. Ciò offre una spiegazione della maggior presenza di quel tipo di polveri sulla Terra che su Marte o negli asteroidi.

Un rallentamento del vento solare nel sistema solare esterno

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sui cambiamenti nel vento solare nella regione esterna dell’eliosfera, la bolla in cui viene avvertita l’influenza del Sole. Un team di ricercatori del Southwest Research Institute guidato dalla dottoressa Heather Elliott ha usato misurazioni raccolte dallo strumento Solar Wind Around Pluto (SWAP) della sonda spaziale New Horizons della NASA per confrontare la velocità del vento solare a distanze dal Sole tra 1 e 3 volte quella della Terra dal Sole e a distanze tra 21 e 43 volte quella distanza rilevanto un rallentamento tra il 5% e il 7% a distanze tra 30 e 43 volte quella della Terra dal Sole.

Il centro della Via Lattea visto nei dettagli dal radiotelescopio MWA

Tre articoli pubblicati sulla rivista “Publications of the Astronomical Society of Australia (PASA)” riportano alcuni risultati dell’indagine GaLactic and Extragalactic All-sky MWA (GLEAM). Un team di ricercatori ha creato alcune immagini ottenute grazie al radiotelescopio Murchison Widefield Array (MWA) che mostrano il centro della Via Lattea. Grazie alle emissioni radio a bassa frequenza rilevate, è stato possibile generare un’immagine che riproduce sia le strutture più grandi che i dettagli. Ciò significa che è stato possibile ottenere un’immagine d’insieme e le immagini di oggetti singoli come 27 resti di supernova.