Stelle

Concetto artistico di evento di distruzione mareale (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta lo studio di un evento catalogato come ASASSN-19bt in cui un buco nero supermassiccio ha distrutto una stella che gli si è avvicinata troppo. Un team di ricercatori guidato da Patrick Vallely e Tom Holoien ha scoperto l’inizio dell’evento grazie alla rete ASAS-SN, ha ottenuto osservazioni grazie al telescopio spaziale TESS della NASA, che era puntato su quell’area, e ha condotto osservazioni mirate usando i telescopi spaziali Swift della NASA e XMM-Newton dell’ESA e la rete di Osservatori Las Cumbres al suolo.

La nebulosa proroplanetaria AFGL 4104 o Roberts 22 (Immagine NASA, ESA, and R. Sahai (Jet Propulsion Laboratory))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sull’importanza dell’espulsione di materiali da parte delle stelle nelle ultime fasi della loro vita nella formazione di forme di vita come quelle terrestri. Il Professor Michael Smith e lo studente Igor Novikov dell’Università britannica del Kent hanno compiuto una serie di simulazioni al computer di processi in atto nelle nebulose protoplanetarie ottenendo risultati che offrono indizi importanti sul riciclaggio di materiali generati nelle stelle ed espulsi nello spazio interstellare.

Il telescopio VISTA offre nuovi dettagli delle Nubi di Magellano

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta i risultati di uno studio delle due Nubi di Magellano, galassie nane satelliti della Via Lattea. Un team di ricercatori ha usato dati raccolti durante l’indagine VISTA survey of the Magellanic Clouds system (VMC) sfruttando la capacità del telescopio VISTA dell’ESO di rilevare il vicino infrarosso per mostrare nuovi dettagli delle Nubi di Magellano.

Concetto artistico del sistema della pulsar PSR J1023+0038 con la sua compagna sulla sinistra (Immagine ESA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophyiscal Journal” riporta uno studio della pulsar PSR J1023+0038, la quale ha mostrato un comportamento peculiare dato che per la prima volta sono state rilevate emissioni sia di luce visibile che di raggi X. Un team di ricercatori guidato da Alessandro Papitto dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha usato il Telescopio nazionale Galileo alle Canarie e il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA per catturare le diverse emissioni di quella che è classificata come pulsar al millisecondo per la sua rapidissima velocità di rotazione e offrire una spiegazione al suo comportamento.

Concetto artistico di K2-18b con la sua stella sullo sfondo (Immagine ESA/Hubble, M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la rilevazione di vapore acqueo nell’atmosfera dell’esopianeta K2-18b grazie principalmente al telescopio spaziale Hubble. Quest’esopianeta è nell’area abitabile del suo sistema e ciò l’ha reso interessante fin da quando questa super-Terra è stata scoperta, nel 2015. Si tratta della prima rilevazione di vapore acqueo in un esopianeta di quel tipo ma è ancora troppo presto per valutarne il potenziale di abitabilità perché le rilevazioni non sono sufficientemente precise per definire le percentuali di altre molecole come quelle di idrogeno ed elio e per capire se vi sono nuvole.