Stelle

Nuovi dettagli del sistema di Eta Carinae scoperti agli ultravioletti

Una nuova immagine del sistema di Eta Carinae catturata dal telescopio spaziale Hubble offre nuovi dettagli di questo sistema stellare davvero speciale. Lo strumento Wide Field Camera 3 (WFC3) ha infatti permesso di osservare l’area anche agli ultravioletti rivelando il luccichio di magnesio incorporato nel gas caldo in luoghi dove non era stato visto prima. Ogni nuovo dettaglio aiuta a comprendere i violenti processi osservati dalla Terra da ormai due secoli, da quando cominciò l’evento conosciuto come Grande Eruzione.

Tre pianeti, uno più piccolo della Terra, scoperti nel sistema della nana rossa L 98-59

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta la scoperta di tre pianeti che orbitano attorno alla stella L 98-59, una nana rossa a circa 35 anni luce dalla Terra. Un team di ricercatori guidato da Veselin Kostov del Goddard Space Flight Center della NASA compresi alcuni dell’Università di Napoli Federico II e dell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino ha usato osservazioni del telescopio spaziale TESS per scoprire le tracce dei tre esopianeti. L’analisi ha mostrato che si tratta di due possibili super-Terre e del più piccolo pianeta scoperto finora grazie a TESS, grande circa l’80% della Terra. I tre esopianeti sono troppo vicini alla loro stella per essere nell’area abitabile del loro sistema, invece sono nell’area chiamata “zona di Venere”, dove l’atmosfera di un pianeta può riscaldarsi in un effetto serra incontrollato.

Due pianeti delle dimensioni della Terra scoperti nel vicino sistema della Stella di Teegarden

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “Astronomy&Astrophysics” riporta la scoperta di due pianeti con una massa vicina a quella della Terra attorno alla Stella di Teegarden, una minuscola stella a circa 12,5 anni luce dalla Terra e quindi una delle più vicine. Un team di ricercatori guidato dall’Università tedesca di Gottinga ha usato lo strumento CARMENES montato sul telescopio spagnolo da 3.6 metri dell’Osservatorio di Calar Alto, in Spagna, per condurre una delle recenti ricerche concentrate su piccole stelle.

La galassia nana ESO 495-21 (Immagine ESA/Hubble, NASA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia nana ESO 495-21, davvero piccola avendo una massa totale stimata attorno a dieci miliardi di masse solari, circa il 3% della Via Lattea. L’interesse degli astronomi nei confronti di ESO 495-21 è dovuto al fatto che, nonostante le sue dimensioni ridotte, è del tipo starburst, cioè ha un ritmo elevato di formazione stellare, e ha al suo centro un buco nero supermassiccio con una massa stimata in almeno un milione di masse solari. Si tratta di un caso che potrebbe essere analogo alle prime galassie dell’universo e supporta l’ipotesi che la galassia nana si sia formata attorno a un buco nero che già esisteva prima.

Una soluzione al mistero della formazione dell'esopianeta CI Tauri b

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” offre una soluzione al mistero della formazione dell’esopianeta CI Tauri b, un gioviano caldo molto giovane che contraddice i modelli che prevedono che un gigante gassoso dovrebbe impiegare almeno 10 milioni di anni per formarsi. Un team di ricercatori ha usato lo spettrografo IGRINS per osservare quell’esopianeta e i dati raccolti suggeriscono che si sia formato con il meccanismo chiamato in gergo hot start in cui l’instabilità gravitazionale è un elemento chiave nella formazione rapida di pianeti giganti gassosi. Gli astronomi Christopher Johns-Krull della Rice University e Lisa Prato del Lowell Observatory, tra gli autori della ricerca, hanno presentato queste conclusioni al 234° convegno dell’American Astronomical Society.