Tre pianeti, uno più piccolo della Terra, scoperti nel sistema della nana rossa L 98-59


Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta la scoperta di tre pianeti che orbitano attorno alla stella L 98-59, una nana rossa a circa 35 anni luce dalla Terra. Un team di ricercatori guidato da Veselin Kostov del Goddard Space Flight Center della NASA compresi alcuni dell’Università di Napoli Federico II e dell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino ha usato osservazioni del telescopio spaziale TESS per scoprire le tracce dei tre esopianeti. L’analisi ha mostrato che si tratta di due possibili super-Terre e del più piccolo pianeta scoperto finora grazie a TESS, grande circa l’80% della Terra. I tre esopianeti sono troppo vicini alla loro stella per essere nell’area abitabile del loro sistema, invece sono nell’area chiamata “zona di Venere”, dove l’atmosfera di un pianeta può riscaldarsi in un effetto serra incontrollato.

Il telescopio spaziale TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite), lanciato il 18 aprile 2018, ha già cominciato a fornire risultati anche per quanto riguarda i pianeti rocciosi con la scoperta dell’esopianeta HD 21749c annunciata nell’aprile 2019. In quel caso la stella che lo ospitava era di classe K, poco più piccola del Sole, ma le stelle più comuni sono le nane rosse, molto più piccole, che negli ultimi anni sono diventate oggetto di vari studi. L 98-59 appartiene a quella classe, con una massa che è circa un terzo di quella del Sole e una temperatura sulla superficie di circa 3.500 Kelvin contro i 6.000 del Sole.

Nel sistema della stella L 98-59 il telescopio spaziale TESS ha trovato 3 esopianeti che potrebbero essere tutti rocciosi: L 98-59b è quello più piccolo, circa l’80% della Terra, L 98-59c e L 98-59d sono grandi rispettivamente 1,4 e 1,6 volte la Terra. L’immagine (NASA’s Goddard Space Flight Center) mostra una rappresentazione artistica dei tre esopianeti con le dimensioni paragonate a quelle di Marte e della Terra.

La natura dell’esopianeta più grande non è del tutto certa dato che potrebbe essere un mini-Nettuno. Un altro team di ricercatori ha sottoposto alla rivista “Astronomy&Astrophysics” un articolo in cui le masse dei tre esopianeti vengono stimate usando lo spettrografo HARPS. È stato ottenuto un limite massimo per la massa di L 98-59b pari al 95% di quella della Terra, la massa di L 98-59c è stata stimata in 2.26±0.50 masse terrestri mentre quella di 98-59d è stata stimata in 2.46±0.31 masse terrestri. Questa stima suggerisce che i tre esopianeti siano tutti rocciosi.

Questi esopianeti sono molto vicini alla loro stella perciò il loro anno dura 2,25 giorni terrestri per L 98-59b, 3,7 per L 98-59c e 7,5 per L 98-59d. La stella è piccola e fredda ma la vicinanza di quegli esopianeti è comunque tale che ricevono da essa rispettivamente 22, 11 e 4 volte l’energia che la Terra riceve dal Sole. In sostanza, sono troppo vicini alla loro stella per rientrare nell’area abitabile del loro sistema.

Nel settembre 2014 un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riportava una discussione riguardante i possibili esopianeti simili a Venere offrendo una definizione di quella che gli autori hanno chiamato zona di Venere in cui un esopianeta ha più probabilità di essere simile a Venere che alla Terra. All’epoca i ricercatori hanno utilizzato dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA, lo straordinario cacciatore di pianeti predecessore di TESS, la cui missione è terminata. I tre autori di quella ricerca, Stephen R. Kane, Ravi Kumar Kopparapu e Shawn D. Domagal-Goldman, hanno fatto parte anche del team che ha esaminato le osservazioni del sistema della stella L 98-59 e i suoi tre pianeti rientrano nella zona di Venere.

È possibile che i pianeti rocciosi del sistema della stella L 98-59, che siano due o tre, abbiano un’atmosfera che inizialmente aveva una composizione simile a quella della Terra e che poi un effetto serra incontrollato li abbia trasformati in un inferno come il pianeta Venere. Per questo motivo, anche se questi pianeti non possono ospitare forme di vita simili a quelle terrestri sono comunque interessanti. L’astrofisico Joshua Schlieder del Goddard Space Flight Center, uno degli autori di questa ricerca, ha spiegato che ci sono ancora molte domande riguardo ai motivi per cui la Terra è diventata abitabile e Venere no. Se vi fossero osservatori nel sistema di L 98-59, vedrebbero Terra e Venere come due pianeti quasi identici e la loro distanza dal Sole è solo una parte della differenza.

Il sistema della stella L 98-59 verrà osservato ancora dal telescopio spaziale TESS e i nuovi dati potranno migliorare le nostre conoscenze dei tre esopianeti scoperti e forse perfino rivelarne altri. Tuttavia, per studiare le atmosfere di quegli esopianeti, se ne hanno, sarà necessario usare altri strumenti, anche aspettando che finalmente venga lanciato il telescopio spaziale James Webb. Il sistema L 98-59 è un buon candidato per quel tipo di osservazioni dato che è relativamente vicino perciò la stella è relativamente brillante e i tre pianeti scoperti sono interessanti.

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