La sonda spaziale Rosetta ha avuto un incontro ravvicinato con la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko

Foto della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko scattata dalla sonda spaziale Rosetta il 9 febbraio 2015 durante il suo avvicinamento (Immagine ESA/Rosetta/NAVCAM)
Foto della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko scattata dalla sonda spaziale Rosetta il 9 febbraio 2015 durante il suo avvicinamento (Immagine ESA/Rosetta/NAVCAM)

Sabato scorso la sonda spaziale Rosetta dell’ESA ha effettuato un passaggio ravvicinato a soli 6 chilometri di distanza dalla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, che sta diventando sempre più attiva perché l’avvicinamento al Sole sta facendo sublimare il ghiaccio d’acqua. Questa manovra rappresenta un momento importante nella missione Rosetta per le analisi possibili ma anche perché dà inizio ad una nuova fase in cui la sonda si allontanerà dalla cometa per il suo passaggio più vicino al Sole nell’agosto 2015.

Il passaggio ravvicinato della sonda spaziale Rosetta è il culmine di una serie di manovre cominciate il 4 febbraio 2015 con l’uscita dall’orbita in cui stava volando, a circa 26 chilometri dalla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Inizialmente, Rosetta si è allontanata dalla cometa fino ad arrivare a 142 chilometri di distanza per poi avvicinarsi di nuovo per arrivare alla distanza minima il 14 febbraio.

Per l’ESA questo passaggio ravvicinato ha rappresentato l’occasione per effettuare nuovi esami delle regioni più attive della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko dato che la sonda spaziale Rosetta è passata direttamente sopra di esse. I dati raccolti permetteranno di trovare le aree in cui le polveri e i gas emessi dalla cometa accelerano dalla superficie e capire come esse cambino quando si allontanano da essa.

Era già stato appurato che la superficie della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko è particolarmente scura, una delle conclusioni pubblicate in uno speciale della rivista “Science” dedicato alla missione Rosetta. Durante questo passaggio ravvicinato, Rosetta aveva il Sole alle sue spalle e ciò le ha permesso di scattare fotografie senza ombre.

La cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko e di conseguenza la sonda spaziale Rosetta sono nel corso di un periodo di circa quattro settimane in cui la loro orbita le ha portate più o meno in opposizione alla Terra. Ciò significa che il Sole è tra esse e la Terra, interferendo con le comunicazioni.

La conseguenza è che le possibilità di trasmissione tra il centro di controllo dell’ESA e Rosetta sono ridotte. Le trasmissioni gestite tramite le stazioni ESA sono solo a 14 kbps, quella di un modem analogico di 20 anni fa. Le stazioni più potenti della NASA, che collabora alla missione, possono comunicare a 45 kbps.

Questa velocità limita la quantità di informazioni che la sonda spaziale Rosetta può inviare in questo periodo. I dati del passaggio ravvicinato di sabato scorso arriveranno pian piano. Nei prossimi giorni possiamo aspettarci le prime fotografie ravvicinate della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko e successivamente nuove analisi dei dati. Sicuramente vale la pena di aspettare!

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