La Russia conferma il supporto alla Stazione Spaziale Internazionale fino al 2024 per poi costruire la propria stazione spaziale

Simulacro del modulo Nauka usato per l'addestramento al Gagarin Cosmonaut Training Center nel 2012 (Foto NASA/Carla Cioffi)
Simulacro del modulo Nauka usato per l’addestramento al Gagarin Cosmonaut Training Center nel 2012 (Foto NASA/Carla Cioffi)

Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, ha annunciato di voler continuare a supportare la collaborazione alla Stazione Spaziale Internazionale fino al 2024. Successivamente, il piano russo è quello di costruire una propria stazione spaziale che servirà per le attività spaziali nazionali. Potrebbe essere usata anche come base per future spedizioni russe verso la Luna da cominciare attorno al 2030.

Il futuro della Stazione Spaziale Internazionale è in discussione da tempo. Gli USA hanno manifestato da tempo l’intenzione di continuare a tenerla in funzione almeno fino al 2024. L’ESA fornirà una risposta ufficiale nel 2016 ma sembra probabile che anche l’Unione Europea intenda continuare a partecipare al progetto dopo il 2020. Rimangono da verificare le intenzioni di Canada e Giappone.

La nuova stazione spaziale russa verrà assemblata inizialmente riciclando i nuovi moduli costruiti per la Stazione Spaziale Internazionale. Il piano di espansione è in enorme ritardo dato che inizialmente era previsto che la Russia lanciasse il primo di tre nuovi moduli nel 2007. Problemi legati alla crisi economica Internazionale ma anche alle difficoltà di Roscosmos, che negli anni scorsi sembrava a un certo punto incapace di compiere una missione spaziale con successo.

Il presidente russo Vladimir Putin ha manifestato più volte l’intenzione di riportare il programma spaziale russo ad alti livelli. C’è in gioco il prestigio nazionale ma anche forti interessi economici considerando l’enorme giro di soldi che c’è attorno alla costruzione e al lancio di satelliti. I nuovi razzi vettori Angara servono anche a quello scopo.

Il lancio del prossimo modulo russo della Stazione Spaziale Internazionale, chiamato Nauka, continua a essere rimandato e forse avverrà nel 2017. È conosciuto anche come Multipurpose Laboratory Module (MLM) dato che verrà utilizzato come laboratorio scientifico ma anche per l’attracco di navicelle. Verrà collegato al modulo russo Zvezda. Sostituirà l’attuale modulo Pirs, che verrà sganciato e fatto precipitare nell’atmosfera terrestre per disintegrarsi.

Secondo il nuovo piano russo, se nel 2024 il modulo Nauka e gli altri due nuovi moduli russi saranno davvero stati lanciati e saranno parte della Stazione Spaziale Internazionale, verranno sganciati per formare il blocco iniziale della nuova stazione spaziale russa.

I nuovi progetti russi sono davvero ambiziosi. Forse il presidente Putin avverte anche una crescente rivalità con la Cina, che sta compiendo notevoli progressi nel suo programma spaziale e nei prossimi anni dovrebbe cominciare ad assemblare la propria stazione spaziale.

Resta anche da vedere cosa rimarrà delle collaborazioni internazionali. La Stazione Spaziale Internazionale è tra le altre cose un grande laboratorio scientifico in cui varie nazioni uniscono le forze per far progredire le nostre conoscenze per tutta l’umanità. Il rischio è che la Russia si isoli e lavori per conto proprio, disperdendo risorse preziose. La Cina ha già annunciato collaborazioni con altre nazioni nella propria stazione spaziale, speriamo che la Russia faccia lo stesso.

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