La ULA rivela il progetto del razzo vettore Vulcan

Una delle possibili configurazioni del razzo vettore Vulcan (Immagine cortesia ULA. Tutti i diritti riservati)
Una delle possibili configurazioni del razzo vettore Vulcan (Immagine cortesia ULA. Tutti i diritti riservati)

Ieri al 31° National Space Symposium che si sta tenendo a Colorado Springs la United Launch Alliance (ULA) ha presentato il progetto del suo nuovo razzo vettore Vulcan, precedentemente conosciuto come Next Generation Launch System (NGLS). L’idea è di combinare le migliori caratteristiche dei razzi della ULA, Atlas e Delta, con alcune novità per ottenerne uno che sia sempre affidabile ma che permetta anche lanci più economici. È previsto anche lo sviluppo della possibilità di recuperare i motori del primo stadio per riutilizzarli.

La ULA è una joint-venture tra Boeing e Lockheed Martin che gestisce la maggior parte dei lanci americani di satelliti e quelli di veicoli spaziali delle forze armate americane. Questo mercato in cui i contratti valgono parecchi miliardi di dollari è in una fase di cambiamento a causa della concorrenza sempre maggiore di SpaceX e la necessità di abbandonare l’uso dei motori RD-180 di produzione russa usati dal razzo vettore Atlas V.

SpaceX sta compiendo continui progressi nell’evoluzione del suo razzo vettore Falcon 9, allo stesso tempo riducendo i costi dei lanci. Quando sarà possibile recuperare il primo stadio del razzo e riutilizzarlo, i costi caleranno ancor di più. Inoltre, SpaceX utilizza motori di produzione propria e quindi non soggetti alle limitazioni imposte sui motori russi dopo l’inizio della crisi dell’Ucraina.

La ULA doveva dare una risposta ma sviluppare un nuovo razzo vettore richiede tempo e secondo le stime il primo lancio del Vulcan avverrà nel 2019. L’anno scorso, la ULA aveva annunciato una collaborazione con Blue Origin, un’azienda creata da Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, che sta sviluppando un nuovo motore per razzi chiamato BE-4 che usa metano e ossigeno liquidi come propellente.

Inizialmente, il razzo vettore Vulcan userà lo stadio superiore Centaur attualmente usato per l’Atlas ma nel prossimo decennio dovrebbe essere adottato un nuovo stadio superiore con prestazioni superiori. Quella configurazione dovrebbe creare un sistema di lancio più potente del Delta IV Heavy ma con costi molto inferiori.

L’amministratore delegato della ULA Tory Bruno ha dichiarato che il lancio di un Vulcan con configurazione equivalente all’Atlas V 401 costerà attorno ai 100 milioni di dollari contro i 164 milioni dell’Atlas. La concorrenza con SpaceX verrà portata avanti anche con lo sviluppo di un sistema di riutilizzo dei motori del primo stadio del Vulcan.

SpaceX sta sviluppando un sistema di atterraggio dell’intero primo stadio del suo razzo vettore Falcon 9. La ULA invece intende sviluppare un sistema per recuperare solo i motori, che ne costituiscono la parte più costosa. In sostanza, dopo il lancio di un razzo Vulcan, i motori dovrebbero distaccarsi dal primo stadio dopo il distacco del secondo stadio, un paracadute ne rallenterebbe la discesa e un elicottero lo aggancerebbe per riportarli alla base.

Recuperare e poi ricondizionare i motori per riutilizzarli ha un costo. Ciò significa che devono poter essere utilizzati in parecchi lanci perché valga la pena di sviluppare tutto il sistema di recupero. In questo caso, è stato calcolato che per avere una convenienza economica, i motori dovranno essere utilizzati per 14-15-16 lanci.

I prossimi anni vedranno una concorrenza sempre maggiore tra la ULA e SpaceX che dovrebbe portare a ulteriori cali nei costi dei lanci spaziali. Il nome Vulcan è stato scelto in una votazione pubblica tra alcuni nomi però è curioso che un razzo con un nome che viene dalla saga di Star Trek sarà il concorrente del razzo Falcon 9, chiamato così in onore del Millennium Falcon della saga di Guerre stellari.

Il nome Vulcan è stato al centro delle notizie anche per un altro motivo. Il miliardario Paul Allen aveva fondato Vulcan, Inc. nel 1986, un’azienda che gestisce varie sussidiarie tra cui Vulcan Aerospace, la nuova azienda aerospaziale che ora include Stratolaunch Systems, fondata nel 2011. Vulcan, Inc. rivendica la proprietà sul nome Vulcan come proprio marchio registrato. Non conosco le leggi americane perciò non sono in grado di fornire un’opinione su questa disputa.

Questione del nome a parte, con il progetto NGLS / Vulcan la ULA mostra la volontà di cambiare la situazione dopo che per anni ha potuto ottenere contratti per miliardi di dollari. La concorrenza nel campo dei lanci spaziali sta diventando davvero interessante mostrando che stiamo entrando in una nuova era commerciale.

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