La Cina vuole entrare nel progetto SKA, il radiotelescopio della prossima generazione

Rappresentazione artistica di antenne medie dello SKA da 15 metri di diametro con l'aspetto che avranno quando verranno terminate (Immagine cortesia SKA Organisation)
Rappresentazione artistica di antenne medie dello SKA da 15 metri di diametro con l’aspetto che avranno quando verranno terminate (Immagine cortesia SKA Organisation)

Il governo cinese ha manifestato l’intento di entrare in una nuova fase nel suo coinvolgimento del progetto di sviluppo del radiotelescopio SKA firmando una lettera di intenti con la SKA Organisation che lo gestisce. Il viceministro della Scienza e Tecnologia Jianlin Cao ha firmato la lettera d’intenti a nome del suo governo. Con questo atto, la Cina si unisce alle nazioni che si occupano di trasformare SKA in un’organizzazione intergovernativa con un trattato a formalizzare le relazioni tra il progetto e i suoi membri.

SKA (Square Kilometre Array) è uno dei più grandi progetti scientifici di quest’inizio di terzo millennio e rappresenta la prossima generazione di strumenti radioastronomici. Finora, Australia, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Sudafrica e Regno Unito erano le nazioni pienamente coinvolte nello sviluppo di SKA ma in qualche modo anche la Cina era parte del progetto, anche se non allo stesso livello.

La Cina sta prendendo parte alla progettazione di SKA, inizialmente attraverso i National Astronomical Observatories of the Chinese Academy of Sciences (NAOC) e dal 2012 attraverso il Ministero della Scienza e della Tecnologia (MOST). L’industria cinese, gli istituti di ricerca e le università sono coinvolte in 6 degli 11 consorzi internazionali di progettazione, tra cui Dish (DSH), Low-Frequency Aperture Array (LFAA), Mid-Frequency Aperture Array (MFAA), Signal and Data Transport (SaDT), Science Data Processor (SDP) and Wideband Single Pixel Feeds (WBSPF).

Il trattato per regolare SKA dovrebbe essere firmato dai paesi membri nel 2016 e la sua costruzione dovrebbe cominciare nel 2018. È un progetto davvero enorme che alla fine includerà migliaia di antenne. Nel 2012 è stato deciso di suddividere le antenne in due aree principali: in Australia, con alcune stazioni di ricezione in Nuova Zelanda, e in Sudafrica, con alcune stazioni di ricezione in nazioni vicine.

Per completare un progetto di tali dimensioni ci vorranno ancora anni. Le prime osservazioni potrebbero partire già nel 2020 ma la sua espansione dovrebbe continuare fino al 2030. Le tecnologie necessarie a costruire lo SKA sono in fase di sviluppo e contribuiranno anche a campi come l’informatica dato che questo radiotelescopio rileverà quantità di informazioni enormi che dovranno essere gestite. Si può sperare che l’impegno della Cina aiuti questi progressi.

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