È un successo il lancio della sonda spaziale OSIRIS-REx per prelevare campioni dell’asteroide Bennu

La sonda spaziale OSIRIS-REx al decollo su un razzo Atlas 5 (Foto NASA/Kim Shiflett)
La sonda spaziale OSIRIS-REx al decollo su un razzo Atlas 5 (Foto NASA/Kim Shiflett)

Poche ore fa la sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA è partita su un razzo vettore Atlas 5 411 dalla base di Cape Canaveral. Dopo quasi 55 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio Centaur del razzo, dopo qualche altro minuto ha dispiegato i suoi pannelli solari e ha cominciato a comunicare con il centro controllo missione. A quel punto ha cominciato il suo viaggio verso l’asteroide 101955 Bennu per prelevarne un campione da riportare sulla Terra.

La missione della sonda spaziale OSIRIS-REx (Origins Spectral Interpretation Resource Identification Security Regolith Explorer) è parte del programma New Frontiers, costituito da una serie di missioni spaziali molto specializzate e segue New Horizons e Juno. In questo caso, non si tratta solo di una delle varie esplorazioni di un luogo del sistema solare ma anche del prelievo di campioni da riportare sulla Terra.

All’inizio del 2014, la NASA aveva invitato ufficialmente le persone di tutto il mondo a registrare il proprio nome presso il programma “Messages to Bennu”. Tutti i nomi delle persone che hanno aderito sono stati registrati in un microchip che viaggerà a bordo della navicella spaziale OSIRIS-REx.

L’asteroide Bennu ha un diametro medio di quasi 500 metri e dopo essere stato scoperto nel 1999 è stato oggetto di molte osservazioni, anche per valutare le probabilità di un impatto con la Terra, che secondo alcuni calcoli potrebbe avvenire tra il 2169 e il 2199. Le reali probabilità di un impatto sembrano assai poche ma per avere calcoli più precisi è servono maggiori informazioni sulle caratteristiche fisiche di Bennu perciò il fatto che sia stato selezionato come obiettivo della missione OSIRIS-REx è positivo.

Il compito della sonda spaziale OSIRIS-REx sarà complesso perché include un periodo di studio, uno di prelievo di campioni e uno di ritorno sulla Terra. L’avvicinamento all’asteroide Bennu è previsto per l’agosto 2018 usando una serie di propulsori di manovra per il rendezvous e lì comincerà la parte più complessa della missione.

L’indagine conoscitiva di Bennu durerà oltre un anno durante il quale l’asteroide verrà studiato con vari strumenti e mappato per permettere agli scienziati della NASA di identificare l’area più adatta al prelievo dei campioni. Quando la decisione verrà presa, il braccio robotico TAGSAM (Touch-And-Go Sample Acquisition Mechanism) lancerà un getto di azoto per sollevare materiali dalla superficie di Bennu permettendo all’apparecchiatura sulla testa del braccio di catturarli. L’azoto è sufficiente per tre tentativi di prelievo per raccogliere tra 60 e 2000 grammi di campioni.

Nel marzo 2021 si aprirà la finestra per la ripartenza della sonda spaziale OSIRIS-REx con l’inizio del nuovo viaggio che durerà circa due anni e mezzo. L’arrivo in orbita attorno alla Terra è previsto per il settembre 2023. La capsula che conterrà i campioni si separerà dalla sonda per riportare fisicamente i campioni sulla superficie.

Questa missione ha scopi scientifici perché ci permetterà di conoscere meglio la composizione degli asteroidi, un obiettivo interessante da vari punti di vista. Sarà più facile valutare la pericolosità degli asteroidi ma la speranza è che i campioni contengano materiali organici e in generale i materiali rimasti in condizioni quasi identiche al periodo della nascita del sistema solare. Essi ci forniranno nuove informazioni su quell’epoca e sulle origini della biochimica che ha portato all’emergere di forme di vita sulla Terra.

Oltre a questi obiettivi, c’è la sperimentazione di tecnologie che verranno ulteriormente sviluppate nel corso degli anni per esplorare gli asteroidi con scopi molto pratici. Ci sono vari progetti per sfruttare gli asteroidi per i loro minerali e da questo punto di vista la missione OSIRIS-REx rappresenta un primo passo.

La sonda spaziale OSIRIS-REx (Immagine NASA/University of Arizona)
La sonda spaziale OSIRIS-REx (Immagine NASA/University of Arizona)

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