Una pulsar molto lenta è una giovane magnetar

I resti di supernova RCW 103 con al centro la magnetar 1E 1613 (Immagine X-ray: NASA/CXC/University of Amsterdam/N.Rea et al; Optical: DSS)
I resti di supernova RCW 103 con al centro la magnetar 1E 1613 (Immagine X-ray: NASA/CXC/University of Amsterdam/N.Rea et al; Optical: DSS)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” e uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”, descrivono altrettante ricerche sui resti di supernova conosciuti come RCW103. Al centro si è formata una stella di neutroni chiamata 1E 161348-5055 (o semplicemente 1E 1613) che ha lasciato perplessi gli astronomi per decenni per i suoi comportamenti anomali. Ora due team hanno offerto in maniera indipendente la stessa spiegazione: la stella di neutroni ha caratteristiche di una magnetar.

RCW103 è a circa novemila anni luce dalla Terra e noi vediamo i resti di quella supernova come appaiono circa duemila anni dopo quell’esplosione. Una stella dalla massa stimata in circa dieci volte quella del Sole esplose e il nucleo rimasto, con una massa stimata attorno a una volta e mezza quella del Sole, si è compattato in una sfera del diametro di circa 20 chilometri.

Questa sfera è una stella di neutroni che ha mostrato comportamenti che finora gli astronomi faticavano a spiegare. Le emissioni di quest’oggetto sono anomale perché le emissioni di raggi X sono di un tipo molto raro per stelle di neutroni così giovani, quelle di onde radio sono quasi assenti mentre sono tipiche di giovani pulsar e quelle di raggi X mostrano un segnale periodico di 6,67 ore, un tempo estremamente lento per una pulsar.

La novità dopo decenni è arrivata il 22 giugno 2016, quando lo strumento Burst Alert Telescope (BAT) del telescopio spaziale Swift della NASA ha rilevato un lampo X che è durato solo 10 millisecondi ma di notevole intensità proveniente da RCW103. Si tratta di un lampo tipico delle magnetar, stelle di neutroni che hanno un campo magnetico incredibilmente intenso, anche mille volte più potente di quello delle normali stelle di neutroni giovani.

Due diversi team hanno cominciato a lavorare su quell’ipotesi: uno guidato da Antonino D’Aì dell’INAF ha usato il telescopio spaziale Swift ma ha anche esaminato RCW103 nel vicino infrarosso e in ottico con lo strumento GROND montato sull’osservatorio dell’ESO a La Silla, in Cile, e un altro guidato da Nanda Rea dell’Università di Amsterdam e dell’IEEC-CSIC spagnolo ha usato i telescopi spaziali Chandra e NuSTAR della NASA.

Entrambi i team hanno rilevato nella stella di neutroni 1E 1613 caratteristiche tali da classificarla come una magnetar. La stranezza è rappresentata dal segnale periodico, che sembra essere proprio il suo periodo di rotazione. Le pulsar ruotano a velocità estremamente elevate subito dopo la loro formazione e rallentano col tempo ma questa ha solo duemila anni. È davvero troppo poco per rallentare fino a quel punto considerando che la magnetar più lenta trovata finora ha una rotazione ogni 10 secondi.

Secondo la teoria principale per spiegare questa strana stella di neutroni, dopo l’esplosione della supernova grandi quantità di materiali espulsi si sono nuovamente accumulati attorno al nucleo che si è trasformato in magnetar. L’interazione tra questi materiali e il campo magnetico estremamente intenso potrebbero aver rallentato la sua rotazione in maniera anomala. Sarà necessario trovare altre magnetar che ruotano a velocità particolarmente lente per capire se 1E 1613 sia unica o solo la prima di quel tipo di stelle di neutroni.

3 Comments


  1. Devo dire che le stelle mi hanno sempre affascinato ed il tuo articolo è interessantissimo. Sai leggendolo mi sono posta una domanda…millesecondi, milioni di anni…ma cosa siamo noi nei confronti dello spazio…niente se non dei punti , parti indefinite

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    1. Siamo solo microscopici frammenti di fuliggine stellare che ha finito per formare qualcosa di complesso grazie all’energia del Sole e della Terra.

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