Dione potrebbe essere un’altra luna di Saturno con un oceano sotterraneo

Dione (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)
Dione (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca su Dione ed Encelado, due delle lune del pianeta Saturno. Utilizzando dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini, Mikael Beuthe, Attilio Rivoldini e Antony Trinh dell’Osservatorio Reale del Belgio a Bruxelles hanno calcolato in una nuova maniera lo spessore della crosta ghiacciata delle due lune concludendo che anche Dione possiede un oceano sotterraneo.

La sonda spaziale Cassini sta studiando da parecchi anni Saturno e le sue lune. Fin dall’inizio della missione, Titano doveva godere di una particolare attenzione ma la scoperta di un oceano sotto la superficie di Encelado e di geyser al polo sud aveva reso la missione ancor più interessante. Solo l’anno scorso gli scienziati hanno scoperto un fenomeno di oscillazione da parte di Encelado, chiamato librazione, causato dal fatto che la sua crosta non è direttamente connessa con la parte interna. Ciò ha portato alla creazione di nuovi modelli per cercare di capire meglio la sua struttura.

Secondo vecchi studi, la crosta ghiacciata di Encelado era molto spessa. Tuttavia, nuovi studi che tenevano conto della librazione di questa luna hanno dimostrato che la crosta dev’essere più sottile per giustificare la sua rotazione. Questa nuova ricerca si basa sui risultati più recenti e l’applicazione di modelli aggiornati può aiutare a capire anche la struttura di Dione, la cui librazione è troppo piccola per essere rilevabile da Cassini. La novità è che la crosta ghiacciata di queste lune è stata modellata come iceberg globali immersi nell’acqua.

Dione ha un diametro che è più del doppio di quello di Encelado ed è composto principalmente di ghiaccio d’acqua. Secondo questa nuova ricerca, a 100 chilometri sotto la superficie l’acqua potrebbe essere liquida formando un oceano profondo parecchie decine di chilometri. Per fare un paragone, la crosta ghiacciata di Encelado potrebbe avere in certi punti uno spessore di pochissimi chilometri.

La densità media di Dione indica che deve avere un nucleo roccioso. Se davvero c’è un oceano sotterraneo, è in contatto con quel nucleo, che fornirebbe minerali e una possibile fonte di energia. Come per Encelado, si tratta di ingredienti fondamentali per il possibile sviluppo di forme di vita.

Ci sono alcuni progetti per studiare le lune di Saturno dopo la fine della missione Cassini per cercare di scoprire di più sull’oceano sotterraneo di Encelado. Se anche Dione ne ha uno, la crosta ghiacciata che lo ricopre è troppo spessa per sperare di sondarlo ma già riuscire ad accertarsi che esista sarebbe un passo avanti.

Dione con Encelado sullo sfondo (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)
Dione con Encelado sullo sfondo (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

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