Un vasto deposito di acqua trovato a Utopia Planitia su Marte

Un'area di Utopia Planitia (Immagine NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona)
Un’area di Utopia Planitia (Immagine NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descriva la scoperta di una sorta di lago sotterraneo a Utopia Planitia su Marte. Un team di ricercatori guidati da Cassie Stuurman dell’Institute for Geophysics all’Università del Texas di Austin, ha utilizzato dati rilevati dallo strumento SHARAD della sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) per esaminare il sottosuolo di questo bacino situato nell’emisfero settentrionale del pianeta rosso.

Il bacino di Utopia Planitia venne formato agli inizi della storia di Marte dall’impatto di un asteroide. Si tratta di ciò che resta di un cratere del diametro di circa 3.300 chilometri. Certe caratteristiche morfologiche dell’area ricordano quelle delle regioni artiche in Canada, dove sono indicative della presenza di ghiaccio nel terreno. C’era però un grosso dubbio riguardo alla possibilità che nel grande bacino marziano il ghiaccio fosse evaporato milioni di anni fa a causa della bassissima pressione atmosferica.

Lo strumento SHARAD (SHAllow RADar) è un radar a penetrazione di sottosuolo sviluppato dall’Agenzia Spaziale Italiana e fornito alla NASA per la sonda spaziale MRO. I dati di oltre 600 passaggi sopra Utopia Planitia hanno permesso di verificare l’ipotesi della presenza di ghiaccio trovando le tracce radar di un deposito sotterraneo che ha uno spessore tra gli 80 e i 170 metri composto tra il 50% e l’85% di ghiaccio d’acqua mescolato a polvere e altre particelle di roccia.

La quantità di acqua presente è stimata in una quantità leggermente superiore a quella esistente nel Lago Superiore, il più grande lago delle Americhe. Quell’acqua può esistere allo stato solido perché è protetta da uno strato di terreno che ha uno spessore tra 1 e 10 metri perciò il ghiaccio non viene mai a contatto con l’atmosfera e quindi non può sublimare.

Quel deposito si è formato probabilmente dall’accumulo di neve in un periodo della storia di Marte in cui l’asse del pianeta aveva un’inclinazione maggiore. Nel corso dei cicli che durano 120.000 anni l’inclinazione varia più del doppio con la conseguenza che i poli si riscaldano e i ghiacci vengono trasportati a latitudini intermedie come quella di Utopia Planitia.

La scoperta di acqua ghiacciata su Marte non è una sorpresa ma la quantità nel sottosuolo di Utopia Planitia è davvero notevole. La scoperta di depositi del genere può fornire informazioni importanti nel capire l’evoluzione delle condizioni ambientali sul pianeta. Non è chiaro perchè il ghiaccio si sia depositato in certe aree e non in altre perciò ogni scoperta rappresenta un pezzo del puzzle marziano. Per questo motivo, le analisi dei dati raccolti da SHARAD continueranno.

L’area di Utopia Planitia è oggetto di interesse da decenni, tanto che il lander della missione Viking 2 atterrò vicino al cratere Mie all’interno del grande bacino. Tra gli esperimenti condotti ce ne furono anche alcuni legati alla ricerca di forme di vita. I risultati furono contraddittori e non fu possibile trarre conclusioni certe ma da allora sono stati riesaminati varie volte e ci sono ricercatori che sostengono che i risultati in realtà furono positivi come ad esempio in uno studio pubblicato nell’aprile 2012.

La scoperta di tanta acqua ha ravvivato l’interesse verso Utopia Planitia e le ipotesi di esistenza di forme di vita su Marte. C’è anche un interesse pratico dovuto al fatto che una missione con astronauti su Marte dovrà fare affidamento su alcune risorse locali e l’acqua è fondamentale. Ciò significa che Utopia Planitia diventa ancor di più una possibile area per una base umana.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *