
In una conferenza stampa, la NASA ha presentato il nuovo catalogo di candidati esopianeti prodotto grazie alle osservazioni del suo telescopio spaziale Kepler. I candidati esopianeti sono in totale 4.034 dei quali 2.335 sono stati confermati come realmente esistenti. Ci sono 219 nuovi candidati dei quali 10 potrebbero avere dimensioni simili alla Terra e allo stesso tempo trovarsi nell’area abitabile del loro sistema solare.
Il catalogo presentato dalla NASA è quello finale perché basato su tutti i dati raccolti nel corso dei primi quattro anni della missione del telescopio spaziale Kepler osservando una porzione di cielo nella costellazione del Cigno. In sostanza, in quella che in termini astronomici è una piccola area di spazio nel giro di quattro anni sono stati trovati oltre 4.000 candidati esopianeti che orbitano attorno a stelle paragonabili al Sole. Il lavoro di verifica è lungo e complesso ma sicuramente molti altri esopianeti verranno confermati oltre ai 2.335 già annunciati.
I 219 nuovi candidati sono stati scoperti riprocessando tutti i dati raccolti tra il 2009 e il 2013 durante la missione primaria del telescopio spaziale Kepler. Nel corso degli anni gli scienziati hanno imparato moltissimo migliorando enormemente le tecniche di riconoscimento degli esopianeti perciò vecchi dati possono mostrare la possibile presenza di altri esopianeti grazie a nuovi tipi di analisi.
Dei tanti candidati, quasi 50 hanno dimensioni simili alla Terra e sono nell’area abitabile del loro sistema solare e oltre 30 di essi sono già stati verificati. I nuovi 10 potrebbero riservare altre sorprese interessanti e diventare candidati per ulteriori osservazioni future con altri telescopi. Circa 2.000 esopianeti del catalogo di Kepler sono già stati osservati con il telescopio W. M. Keck alle Hawaii per poter misurare con grande precisione le loro dimensioni e quelle delle loro stelle.
I risultati sono stati molto interessanti perché hanno permesso di classificare i pianeti di piccola massa, paragonabile alla Terra, in due classi. Circa il 75% degli esopianeti rocciosi è più grande della Terra ma per ragioni ancora da capire circa metà di essi possiede una quantità di idrogeno ed elio che li fa ingrandire trasformandoli in mini-Nettuno. Si tratta di pianeti gassosi, senza una superficie solida ma con un’atmosfera molto spessa dove forme di vita simili a quelle terrestri non possono svilupparsi.
Una conseguenza interessante di questa nuova scoperta è che il nostro sistema solare sembra essere un’eccezione dato che ha pianeti rocciosi relativamente piccoli e pianeti gassosi massicci. In particolare la stranezza è che non ci sia un mini-Nettuno, che sembra così comune. Ciò si può collegare a varie ipotesi come il possibile pianeta molto più lontano di Plutone o quella che uno dei pianeti del sistema solare si sia perduto nello spazio nel passato.
Inevitabilmente però gli esopianeti più interessanti sono quelli nell’area abitabile dei loro sistemi. Al momento è difficile perfino scoprire se un esopianeta verificato abbia un’atmosfera perciò ci vorrà un lungo lavoro prima di sapere qualcosa sui 10 nuovi candidati. Anche se venissero tutti verificati, per quel che ne sappiamo ora potrebbero essere tutte palle di roccia senza atmosfera e quindi completamente morti.
Ormai questi annunci fanno notizia presso il grande pubblico solo quando sono proposti con toni sensazionalistici ma i progressi che sono stati fatti in poco più di vent’anni dalla scoperta dei primi esopianeti sono enormi. Nei prossimi anni, con la costruzione e il lancio di nuovi telescopi, spaziali e al suolo, possiamo aspettarci ulteriori balzi in avanti.

