2016

DEM L316A vista dal telescopio spaziale Hubble (Immagine ESA/Hubble & NASA, Y. Chu)

Una fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble mostra i resti di una stella morta molto tempo fa. Si tratta di scie di gas ionizzato che emettono ancora un debole bagliore, l’ultimo prodotto dell’immensa energia generata in una supernova di tipo Ia. Questi resti di una supernova chiamati DEM L316A si trovano nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea, a circa 160.000 anni luce dalla Terra.

Insieme di galassie contenenti buchi neri supermassicci le cui emissioni di raggi X sono state identificate (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sui cosiddetti raggi X cosmici di fondo (in inglese Cosmic X-ray Background, CXB). Un team di ricercatori guidato da Fiona Harrison del Caltech di Pasadena ha utilizzato il telescopio spaziale NuSTAR della NASA per distinguere una buona parte delle emissioni di raggi X provenienti da buchi neri supermassicci.

Rappresentazione artistica della stella CX330 e del disco di gas e polveri che la circonda (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca su un oggetto chiamato CX330 che per alcuni anni è stato misterioso ed è poi risultato essere una giovane stella. Un gruppo di ricercatori guidato da Chris Britt della Texas Tech University ha usato dati raccolti dai telescopi spaziali Chandra e WISE della NASA e altri ancora per determinare la sua natura. Rimane da chiarire perché CX330 sia così isolata.

Mappa visibile (sulla sinistra) e topografica (sulla destra) del pianeta nano Cerere (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive una ricerca sui crateri scoperti sulla superficie del pianeta nano Cerere dalla sonda spaziale Dawn della NASA. Un team di scienziati guidato da Simone Marchi del Southwest Research Institute di Boulder (e associato INAF) sostiene che i crateri di grandi dimensioni siano in quantità inferiore al previsto e che il motivo sia che sono stati cancellati.

Rappresentazione artistica dell'alone di gas che circonda la Via Lattea e le Nubi di Magellano (Immagine NASA/CXC/M.Weiss/Ohio State/A Gupta et al)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sull’enorme alone di gas che circonda la Via Lattea. Un gruppo di astronomi dell’Università del Michigan ha utilizzato dati degli archivi del telescopio XMM-Newton dell’ESA per scoprire che l’alone ruota nella stessa direzione della galassia e a una velocità paragonabile con il suo disco. Questa scoperta può aiutare a capire meglio la formazione delle galassie e dei sistemi solari al loro interno.