2019

Nuovi composti organici scoperti su Encelado, una delle lune di Saturno

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta l’individuazione di composti organici su Encelado, la luna di Saturno diventata celebre nel decennio scorso dopo la scoperta di un oceano sotterraneo. Un team di ricercatori guidato da Nozair Khawaja ha usato dati raccolti dallo strumento Cosmic Dust Analyzer (CDA) della sonda spaziale Cassini per individuare all’interno di granelli di ghiaccio provenienti dalla superficie di Encelado composti che potrebbero essere (di)metilammina, etilammina e carbonili. Non sono i primi composti organici che si formano su Encelado e rappresentano un’altra scoperta interessante nella ricerca di forme di vita su quella luna.

Nick Hague, Alexey Ovchinin e Hazzaa Ali Almansoori assistiti dopo l'atterraggio (Immagine NASA TV)

Poco fa l’astronauta Nick Hague e il cosmonauta Alexey Ovchinin sono tornati sulla Terra sulla navicella spaziale Soyuz MS-12, atterrata in Kazakistan. La Soyuz MS-12 è atterrata sul fianco ma ciò non ha creato problemi all’equipaggio. I due hanno trascorso poco più di 6 mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, dov’erano arrivati il 15 marzo 2019 come parte della Expedition 59. Assieme a loro c’era Hazzaa Ali Almansoori, che ha trascorso 8 giorni sulla Stazione.

Il protoammasso z66OD con le galassie nei riquadri (Immagine cortesia NAOJ/Harikane et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un protoammasso galattico risalente a circa 13 miliardi di anni fa. Un team di astronomi guidato da Yuichi Harikane del National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ), ha usato i telescopi Subaru, Keck e Gemini per trovare un gruppo di 12 galassie primordiali tra cui una gigante soprannominata Himiko che formano un precursore degli odierni ammassi galattici catalogato come z66OD. Il suo studio aiuterà a capire meglio l’evoluzione di queste strutture cosmiche e le influenze tra le galassie che le formano, soprattutto quelle più massicce.

Concetto artistico di evento di distruzione mareale (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta lo studio di un evento catalogato come ASASSN-19bt in cui un buco nero supermassiccio ha distrutto una stella che gli si è avvicinata troppo. Un team di ricercatori guidato da Patrick Vallely e Tom Holoien ha scoperto l’inizio dell’evento grazie alla rete ASAS-SN, ha ottenuto osservazioni grazie al telescopio spaziale TESS della NASA, che era puntato su quell’area, e ha condotto osservazioni mirate usando i telescopi spaziali Swift della NASA e XMM-Newton dell’ESA e la rete di Osservatori Las Cumbres al suolo.

Il cargo spaziale HTV-8 catturato dal braccio robotico Canadarm2 della Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale HTV-8 “Kounotori” è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2 della Stazione Spaziale Internazionale, comandato da Christina Koch con l’assistenza di Andrew Morgan. Il cargo spaziale giapponese, decollato martedi scorso, trasporta una serie di rifornimenti ed esperimenti. Dopo la cattura, la HTV-8 è stata lentamente spostata verso il punto d’attracco al modulo Harmony, dove è stata installata in sicurezza.