January 2020

Sali di cloruro d’ammonio (Foto cortesia Universtà di Berna)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Nature Astronomy” riportano i risultati di altrettante analisi di dati raccolti dalla sonda spaziale Rosetta dell’ESA che rivelano la presenza di composti come i sali di ammonio sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Un team di ricercatori guidato da Kathrin Altwegg dell’Università di Berna, in Svizzera, ha analizzato i dati cercando di capire i motivi della scarsità di azoto sulla cometa concludendo che in realtà la sua presenza sia difficile da rilevare perché una parte è legata a sali di ammonio. Questi sali sono tra i mattoni di molecole che includono alcuni precursori della vita come urea e glicina, già trovati sulla cometa. Un altro team ha invece scoperto nei dati tracce di composti alifatici, considerati essenziali per la vita sulla Terra, sulla cometa.

Sei cosiddette stelle gonfie confermate al centro della Via Lattea

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’identificazione di quelli che sono stati chiamati oggetti-G (in inglese G-objects) che orbitano attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, Sagittarius A* o semplicemente Sgr A*. Un team di ricercatori guidato da Anna Ciurlo della UCLA aveva già annunciato la scoperta di tre nuovi oggetti-G, ora ne conferma l’esistenza e annuncia l’identificazione di un quarto. Essi si aggiungono ai due oggetti-G già confermati alcuni anni fa. Nuovi indizi potrebbero confermare l’ipotesi che si tratti del frutto di fusioni di stelle di sistemi binari.

La navicella spaziale Crew Dragon al decollo per il test di interruzione d'emergenza del lancio (Immagine cortesia SpaceX)

SpaceX ha da poco terminato il test di interruzione d’emergenza del lancio (In-Flight Abort Test) di una sua navicella spaziale Crew Dragon, la versione della Dragon 2 prodotta per il trasporto di astronauti. Un razzo Falcon 9 è stato volutamente fatto esplodere nel momento di massima pressione dinamica, in gergo Max q, per testare il corretto funzionamento dei sistemi che in un normale lancio hanno lo scopo di mettere in salvo l’equipaggio a bordo della Crew Dragon.

concetto artistico del sistema di GJ180 (Immagine cortesia Robin Dienel, Carnegie Institution for Science)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Supplement Series” riporta l’identificazione di cinque nuovi esopianeti, la rilevazione di otto candidati esopianeti che andranno verificati e la conferma di tre esopianeti rilevati in precedenza ma non ancora confermati. Un team di astronomi guidato da Fabo Feng e Paul Butler della Carnegie Institution for Science ha selezionato e rianalizzato dati accumulati nell’indagine condotta con lo strumento UVES montato sul VLT dell’ESO usando altri strumenti di verifica. Due dei nuovi esopianeti sono super-Terre nella zona abitabile del loro sistema, le prime di questo tipo che orbitano attorno a nane rosse a non essere in rotazione sincrona, un fattore positivo perché avere sempre giorno su una faccia e sempre notte sull’altra genera temperature estreme che abbassano le probabilità che vi nasca la vita.

Nuove conferme che il fosforo è stato portato sulla Terra da comete

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio che traccia il viaggio del fosforo dalla formazione nelle stelle fino alle comete. Un team di ricercatori guidato da Víctor Rivilla dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato il radiotelescopio ALMA e dati raccolti dallo strumento ROSINA della sonda spaziale Rosetta dell’ESA sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko per capire dove il fosforo si formi e come le comete possano averlo portato sulla Terra, dove è indispensabile per le forme di vita.