September 2022

Marte visto a sinistra in un'immagine della NASA basata su dati del Mars Orbiter Laser Altimeter (MOLA) e a destra dallo strumento Near-Infrared Camera (NIRCam) del telescopio spaziale Webb a due diverse lunghezze d'onda infrarosse

Le prime immagini di Marte catturate dal telescopio spaziale James Webb il 5 settembre 2022 offrono viste del pianeta a diverse lunghezze d’onda infrarosse e alcune spettroscopie. Webb è in una posizione in cui può vedere una parte del lato soleggiato di Marte ed è in grado di fornire immagini e spettri utili a completare le rilevazioni di sonde spaziali, rover e altri telescopi. Il pianeta rosso è vicinissimo e luminosissimo rispetto ai normali obiettivi delle osservazioni di Webb perciò le esposizioni usare sono state brevissime per evitare di causare problemi agli strumenti.

L'affioramento chiamato "Wildcat Ridge" su Marte (Immagine NASA/JPL-Caltech/ASU/MSSS)

Il Mars Rover Perseverance della NASA ha raccolto campioni di roccia in un affioramento che è stato chiamato “Wildcat Ridge” nel cratere Jezero su Marte. Le analisi mostrano una varietà geologica che include una roccia argillosa che contiene composti organici. Questi risultati indicano che le rocce di quell’area sono molto diversa da quelle trovare sul fondo del cratere, le quali erano rocce ignee che si formano nel sottosuolo da magma vulcanico e sulla superficie durante un’attività vulcanica. Si tratta di campioni molto interessanti pensando alla missione in fase di progettazione che avrà lo scopo di riportarli sulla Terra per condurre analisi approfondite.

La Nebulosa di Orione vista dal telescopio spaziale James Webb (Immagine cortesia NASA, ESA, CSA, PDRs4All ERS Team; elaborazione immagine Salomé Fuenmayor)

Nuove immagini della regione interna della Nebulosa di Orione catturate dal telescopio spaziale James Webb mostrano nuovi dettagli di una culla stellare che è stata già studiata molte nel corso del tempo ma continua a rivelare nuovi oggetti ogni volta che un nuovo strumento viene usato per studiarla. Queste osservazioni sono state condotte come parte del programma ERS (Early Release Science) di Webb e ottenute l’11 settembre perciò al momento non sono ancora disponibili articoli scientifici sull’argomento ma nel futuro possiamo aspettarci analisi dei dati raccolti e qualche nuova scoperta sui processi legati alla formazione di stelle e pianeti.

Il Sole visto dalla sonda spaziale Solar Orbiter il 25 marzo 2022

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” offre una soluzione al mistero dell’inversione del campo magnetico locale nell’atmosfera solare, in gergo chiamato switchback, osservata negli ultimi decenni. Un team di ricercatori con un’importante partecipazione dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha usato rilevazioni condotte con lo strumento METIS progettato anche dall’INAF della sonda spaziale Solar Orbiter per mettere alla prova le teorie prodotte nel corso degli anni.

L'ammasso NGC 346 visto da Hubble (NASA, ESA, A. James (STScI))

Due articoli pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal” riportano diversi aspetti di uno studio su NGC 346, un ammasso aperto di stelle nella Piccola Nube di Magellano, una delle galassie nane satellite della Via Lattea. Due team di ricercatori che hanno in comune le rispettive guide, Elena Sabbi dello Space Telescope Science Institute e Peter Zeidler dell’AURA/STScI per l’ESA, hanno usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble e il VLT. Hanno esaminato il movimento a spirale delle stelle dell’ammasso al suo interno, un movimento che sembra favorire la formazione stellare.