May 2023

La nube molecolare Lupus 3 (Immagine CTIO/NOIRLab/DOE/NSF/AURA/ T.A. Rector (University of Alaska Anchorage/NSF’s NOIRLab). Elaborazione: D. de Martin & M. Zamani (NSF’s NOIRLab))

Un’immagine catturata dalla DECam (Dark Energy Camera) all’Osservatorio Cerro Tololo in Cile mostra la nube interstellare di formazione stellare catalogata come Lupus 3. Piena di attività, contiene protostelle che stanno letteralmente uscendo dal loro bozzolo di gas e polveri come HR 5999 e HR 6000, al centro dell’immagine. La luce di quelle giovanissime stelle illumina la nebulosa a riflessione catalogata come Bernes 149. Quest’area è nel vicinato cosmico perciò viene osservata in continuazione ottenendo a volte immagini mozzafiato di stelle neonate e protostelle.

Skrinkle Haven su Marte (Immagine NASA/JPL-Caltech/ASU/MSSS)

Immagini catturate dal Mars Rover Perseverance in un’area soprannominata Skrinkle Haven nel cratere Jezero su Marte indicano la presenza in tempi antichi di un fiume che scorreva all’interno di quel cratere. La sorpresa è data dal fatto che gli strati di sedimenti e i ciottoli che formano quella che è stata definita un’unità curvilinea suggeriscono che quel fiume fosse più profondo e impetuoso di tutti gli altri antichi fiumi marziani individuati finora. Una collina soprannominata Pinestand a circa 450 metri da Skrinkle Haven potrebbe essere stata formata da un fiume impetuoso ma gli scienziati stanno valutando anche altre spiegazioni.

Rappresentazione artistica dell’accrescimento di un buco nero (Immagine cortesia John A. Paice)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” e uno su “The Astrophysical Journal Letters”, riportano altrettanti studi su quella che è stata definita la più grande esplosione cosmica mai rilevata. Due team di ricercatori hanno studiato i dati raccolti con vari strumenti riguardo all’evento catalogato come AT2021lwx offrendo due ipotesi diverse per la sua causa. Entrambi i team ritengono che un buco nero supermassiccio distante circa 8 miliardi di anni luce dalla Terra abbia generato quell’esplosione ma sono in disaccordo su cosa l’abbia innescata: un team indica una nube di gas e polveri che viene inghiottita in modo violento mentre l’altro team indica un evento di distruzione mareale in cui una stella viene divorata.

La regione Lupus 2 (Immagine ESO/Meingast et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta una panoramica dei risultati dell’indagine VISTA Star Formation Atlas (VISIONS), che aveva lo scopo di osservare aree di formazione stellare visibili dall’emisfero meridionale. Un team di ricercatori ha assemblato oltre un milione di immagini agli infrarossi catturate nel corso di cinque anni dal telescopio VISTA dell’ESO in Cile per creare un atlante di cinque culle stellari nel vicinato cosmico. Si tratta di una delle indagini riguardanti i processi di formazione stellare con lo scopo di comprenderne meglio le varie fasi.

Fomalhaut e i dischi di gas e polveri che la circondano visti dallo strumento Mid-Infrared Instrument (MIRI) del telescopio spaziale James Webb

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di nuove strutture nel sistema della stella Fomalhaut. Un team di ricercatori guidato da András Gáspár dell’Università dell’Arizona ha usato il telescopio spaziale James Webb e ha trovato un nuovo anello di polveri e gas che si aggiunge ai due già conosciuti. Il nuovo anello è separato da quello esterno da una divisione già conosciuta e da quello interno da una divisione che invece non era mai stata osservata prima. La nuova divisione è stata probabilmente generata da perturbazioni gravitazionali che potrebbero indicare la presenza di un pianeta o potrebbe essere stata prodotta dalla formazione di una nube di polveri avvenuta da poco tempo.