2023

I risultati delle osservazioni del quasar NRAO 530 prodotti usando i vari metodi di elaborazione dei dati ottenuti

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta lo studio del quasar NRAO 530 condotto all’interno del progetto EHT (Event Horizon Telescope), che utilizza una combinazione di radiotelescopi sparsi per il mondo per ottenere immagini di aree attorno a buchi neri supermassicci. In questo caso, si tratta delle aree più interne di NRAO 530, dove gas e polveri vengono scaldati a tal punto da generare forti emissioni elettromagnetiche. Lontano circa 7,5 miliardi di anni luce dalla Terra, è il buco nero supermassiccio più lontano osservato finora dal progetto EHT. I nuovi dettagli ottenuti sulle strutture presenti nella regione centrale di questo quasar sono utili a capire i processi in atto in quell’ambiente estremo.

Il terzetto SDSSCGB 10189 (Immagine ESA/Hubble & NASA, M. Sun)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra un terzetto di galassie che stanno interagendo. Catalogato come SDSSCGB 10189, il terzetto costituisce un raro caso di tre galassie massicce con notevole formazione stellare distanti tra loro meno di 50.000 anni luce. A livello galattico, si tratta di una distanza davvero breve ed è il motivo per cui la loro forma si sta già distorcendo.

Le fusioni galattiche costituiscono un importante argomento di ricerca astronomica e in questo caso SDSSCGB 10189 è un oggetto di studio anche per le ricerche sulle origini delle cosiddette galassie di ammasso più brillanti, le più luminose all’interno dei loro ammassi e anche le più massicce.

I risultati di alcune ricostruzioni della forma di J1135 ottenute partendo dalle rilevazioni condotte con il radiotelescopio ALMA in diverse frequenze elettromagnetiche

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta le caratteristiche della galassia HATLASJ113526.2-01460, o semplicemente J1135, che vediamo com’era circa due miliardi di anni dopo il Big Bang. Il problema finora era riuscire effettivamente a distinguerne le caratteristiche e ora il team di ricerca in formazione ed evoluzione delle galassie della SISSA guidato dal professor Andrea Lapi ha usato osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA per ottenere questo risultato. La potenza e sensibilità di ALMA hanno permesso di rilevare anche le debolissimi emissioni radio e submillimetriche, che potrebbero essere le uniche che ci arrivano da J1135 a causa della notevole presenza di polvere interstellare al suo interno. Queste osservazioni aiutano a capire meglio la formazione ed evoluzione delle galassie nell’universo giovane.

Il cargo spaziale Progress MS-22 è decolla su un razzo Soyuz-2.1a (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale Progress MS-22 è decollata su un razzo vettore Soyuz-2.1a dal cosmodromo kazako di Baikonur. Dopo circa nove minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Il cargo spaziale ha iniziato la missione di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale indicata anche come Progress 83 o 83P. In questa missione, la rotta utilizzata è quella che richiede circa due giorni di viaggio.