Massimo Luciani

L'ammaraggio della navicella spaziale Crew Dragon Endeavour (foto cortesia SpaceX)

Poche ore fa la navicella spaziale Crew Dragon Endeavour di SpaceX ha concluso la sua missione Ax-1 ammarando senza problemi. A bordo c’erano Michael López-Alegría, Larry Connor, Eytan Stibbe e Mark Pathy, che hanno terminato questa missione spaziale completamente privata nell’Oceano Atlantico dopo aver lasciato la Stazione Spaziale Internazionale circa 16 ore prima. Poco dopo l’ammaraggio, la nave di SpaceX chiamata “Megan” è andata a recuperare la Endeavour e il suo equipaggio per trasportarli fino alla costa.

Le galassie NGC 1385, NGC 1566, NGC 3344 e NGC 6503

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati di uno studio condotto su 108 galassie che contengono ammassi nucleari stellari alla ricerca di buchi neri di massa intermedia. Un team di ricercatori ha usato l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per cercare le tracce di questo tipo di buco nero che finora è stato davvero elusivo. In 29 di queste galassie hanno trovato emissioni che ritengono provenienti da questo tipo di buco nero e tracce della distruzione di migliaia di stelle. Ciò fa pensare che i buchi neri di massa intermedia crescano divorando stelle.

Il Gruppo Compatto di Hickson 40

Il 25 aprile 2022 cadrà il 32° anniversario della messa in orbita del telescopio spaziale Hubble e per celebrarlo NASA ed ESA hanno pubblicato immagini di un quintetto di galassie conosciuto come il Gruppo Compatto di Hickson 40 (in inglese Hickson Compact Group 40, HCG 40). Questo gruppo formato da tre galassie a spirale, una galassia ellittica e una galassia lenticolare è interessante per una serie di motivi tra i quali il fatto che nel giro di circa un miliardo di anni dovrebbero scontrarsi e cominciare a fondersi.

GNz7q con il probabile precursore di un buco nero supermassiccio in rosso

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di un possibile precursore di un buco nero supermassiccio nell’universo primordiale. Un team di ricercatori che include ricercatrici del Dipartimento di fisica della Sapienza e dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha scoperto l’oggetto catalogato come GNz7q nei dati dell’indagine GOODS condotta combinando osservazioni effettuate con diversi telescopi. Dalla Terra, vediamo GNz7q com’era circa 750 milioni di anni dopo il Big Bang e le sue emissioni possono essere spiegate solo in parte con una notevole formazione stellare. La conclusione è che probabilmente c’è un buco nero supermassiccio che sta crescendo tra le polveri che permeano il nucleo di una galassia primordiale e nel corso del tempo diventerà un quasar, un tipo di nucleo galattico attivo estremamente luminoso.

Zhai Zhigang, Wang Yaping e Ye Guangfu dopo l'atterraggio (Foto cortesia Xinhua)

Poche ore fa i tre taikonauti cinesi della missione Shenzhou 13 sono rientrati sulla Terra dopo aver trascorso quasi esattamente sei mesi sul modulo centrale Tianhe della stazione spaziale cinese. Zhai Zhigang, Wang Yaping e Ye Guangfu avevano lasciato Tianhe circa nove ore prima per atterrare in un sito chiamato Dongfeng nella regione autonoma cinese della Mongolia Interna. Una procedura che riduce notevolmente i tempi del rientro a Terra ha funzionato perfettamente. Si è trattato della prima missione spaziale cinese durata sei mesi, circa il doppio della Shenzhou 12. Si tratta della durata normale per le prossime missioni sulla stazione spaziale cinese.