Massimo Luciani

Concetto artistico dell'esopianeta TOI 560.01 con la sua stella (Immagine Adam Makarenko (Keck Observatory))

Due articoli pubblicati sulla rivista “The Astronomical Journal” riportano studi su altrettanti esopianeti del tipo mini-Nettuno che stanno perdendo la loro atmosfera. Due team guidati da Michael Zhang con altri membri in comune hanno usato il telescopio spaziale Hubble per studiare l’esopianeta HD 63433c e l’Osservatorio Keck alle Hawaii per studiare l’esopianeta TOI 560.01, conosciuto anche come HD 73583b. In entrambi i casi, il telescopio spaziale XMM-Newton è stato usato per studiare le emissioni ad alta energia provenienti dalle loro stelle e dal deflusso di gas dalle atmosfere. Le osservazioni di gas che si disperde nello spazio è una conferma alla teoria che i mini-Nettuno possono trasformarsi in super-Terre alla fine di quella perdita.

Una mappa della radiazione cosmica di fondo con le apparenti anisotropie

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” offre una soluzione a due dei maggiori problemi attualmente esistenti nel campo della cosmologia. Prabhakar Tiwari, Rahul Kothari e Pankaj Jain propongono i cosiddetti modi che superano l’orizzonte (in inglese superhorizon modes): modi nel senso di componenti cosmiche e l’orizzonte è quello dell’universo osservabile. I ricercatori ritengono che possano spiegare perché l’universo ci appare non del tutto omogeneo e la cosiddetta tensione derivante da valori della velocità di espansione dell’universo troppo diversi derivanti da diversi metodi per calcolarli.

Plutone e Sputnik Planitia

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research: Planets” riporta uno studio che affronta ancora una volta la questione della possibilità che il pianeta nano Plutone abbia o almeno abbia avuto in passato un oceano sotterraneo. P. J. McGovern, O. L. White e P. M. Schenk hanno usato dati raccolti dalla sonda spaziale New Horizons della NASA per analizzare in particolare le caratteristiche geologiche di Sputnik Planitia, un vasto bacino che costituisce la parte occidentale della regione a forma di cuore di Plutone. I risultati sono importanti per valutare ad esempio lo spessore della sua litosfera e come si è formato questo pianeta nano.

Il centro della Via Lattea visto da MeerKAT

Due articoli accettati per la pubblicazione, uno sulla rivista “The Astrophysical Journal” e uno sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, riportano diversi aspetti di uno studio sul centro della Via Lattea. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio MeerKAT per poter esaminare il centro galattico con una nitidezza e una profondità mai ottenuta prima. Ciò ha permesso di ottenere nuove informazioni su bolle radio, resti di supernove, culle stellari, la regione attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea e molti filamenti radio.

Jovis Tholus e il cratere vicino ad esso

Un’immagine catturata dalla macchina fotografica HSRC (High Resolution Stereo Camera) della sonda spaziale Mars Express dell’ESA mostra il vulcano a scudo Jovis Tholus su Marte e l’area circostante con le sue formazioni geologiche. La regione di Tharsis in cui si trova Jovis Tholus include alcuni grandi vulcani, in particolare Olympus Mons, il più grande vulcano del sistema solare. Le caldere interconnesse di Jovis Tholus indicano un lungo periodo di attività vulcanica e le più recenti, ognuna delle quali ha un fondo un po’ più basso, finiscono per incontrare colate laviche ancor più recenti. Con i suoi 1.500 metri di altezza e il diametro di 58 chilometri, Jovis Tholus è molto più piccolo di Olympus Mons eppure fornisce molte informazioni sulla geologia della regione di Tharsis e sulla relativa attività vulcanica.