Massimo Luciani

Buzz Aldrin fotografato da Neil Armstrong, visibile nel riflesso nel casco (Foto NASA)

Il 20 luglio 1969 il modulo lunare Eagle della missione Apollo 11 della NASA, partita il 16 luglio, compì il primo allunaggio di una navicella spaziale con astronauti. Il comandante della missione Neil Armstrong e il pilota del modulo lunare Edwin “Buzz” Aldrin parteciparono all’allunaggio e trascorsero poco più di due ore sulla superficie della Luna per raccogliere alcuni campioni che riportarono sulla Terra. Ripartiti dalla Luna, i due astronauti si riunirono a Michael Collins, rimasto in orbita nel modulo di comando Columbia e assieme a lui tornarono sulla Terra il 24 luglio.

Usare giganti rosse per stimare la velocità di espansione dell’universo

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta un nuovo tentativo di calcolare la velocità di espansione dell’universo, questa volta utilizzando come riferimento le stelle giganti rosse. Un team di ricercatori coordinati da Carnegie Institution for Science e Università di Chicago e guidato dall’astronoma Wendy Freedman ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per effettuare quel calcolo. Il risultato ha un picco di probabilità a 69,8 km/s per megaparsec, una via di mezzo tra i valori calcolati usando i due metodi che hanno fornito valori discrepanti.

Una spiegazione alla scarsa presenza di oro e altri elementi rari sulla Luna

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” offre una possibile spiegazione della notevole differenza nella presenza di alcuni elementi chimici sulla Terra e sulla Luna accettando comunque la teoria dell’origine comune in seguito a un impatto con la Terra primordiale. Un team di ricercatori ha eseguito una serie di simulazioni degli impatti che potrebbero essere avvenuti sulla Luna durante la prima fase della sua storia concludendo che la ritenzione degli elementi classificati come altamente siderofili è iniziata 4,35 miliardi di anni fa, all’epoca in cui la maggior parte del magma che copriva la superficie lunare si solidificò.

Possibili lune in formazione attorno all'esopianeta PDS 70 c

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta l’osservazione di quello che viene interpretato come un disco circumplanetario nel sistema della giovane stella PDS 70. Un team di ricercatori guidato da Andrea Isella della Rice University di Houston, in Texas, ha usato il radiotelescopio ALMA per rilevare le emissioni di quel disco che circonda l’esopianeta PDS 70 c e secondo gli astronomi è del tipo che controlla la formazione di pianeti e di un sistema di lune come quelle attorno al pianeta Giove.

Il telescopio spaziale Spektr-RG al decollo su un razzo Proton (Immagine cortesia Roscosmos)

Poco più di due ore fa il telescopio spaziale Spektr-RG è stato lanciato su un razzo vettore Proton dal cosmodromo kazako di Baikonur. Dopo circa due ore si è separato dallo stadio superiore del razzo per dirigersi verso il punto lagrangiano L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

Il telescopio spaziale Spektr-RG (Spektr-Roentgen Gamma, SRG) è un progetto nato da una collaborazione delle agenzie spaziali Roscosmos per la Russia e DLR per la Germania per l’osservazione del cielo a raggi X. Questo tipo di astronomia è rimasto un po’ azzoppato dalla fine molto prematura della missione giapponese Hitomi mentre i telescopi spaziali Chandra della NASA e XMM-Newton dell’ESA sono ancora attivi ma si tratta di missioni iniziate ormai vent’anni fa.