Massimo Luciani

Immagine del pianeta nano Cerere scattata dalla sonda spaziale Dawn (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

La sonda spaziale Dawn della NASA continua il suo avvicinamento al pianeta nano Cerere. Ciò permette di inviare sulla Terra fotografie sempre migliori con maggiori dettagli della sua superficie. Le immagini precedenti erano abbastanza nitide da rendere possibile vedere aree chiare e in particolare una davvero brillante, che avevano lasciato perplessi gli scienziati. Una fotografia scattata il 19 febbraio da una distanza di circa 46.000 chilometri mostra una seconda area brillante vicina a quella già individuata.

Immagine della sonda spaziale SOHO del 20 febbraio 2015 che mostra la cometa C/2015 D1 (SOHO) (Immagine ESA/NASA/SOHO/Hill)

La sonda spaziale SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) ha lo scopo principale di tenere d’occhio il Sole ma quando una cometa passa vicino alla nostra stella è utile anche per tracciarne la traiettoria. La scorsa settimana, SOHO ha individuato una nuova cometa perché passando vicino al Sole è diventata sufficientemente brillante da poter essere rilevata.

Questa cometa è stata chiamata in origine SOHO-2875 perché nel corso di oltre 19 anni di missione in collaborazione tra ESA e NASA questa è la cometa numero 2875 individuata dalla sonda spaziale SOHO. Successivamente chiamata ufficialmente C/2015 D1 (SOHO), essa è sopravvissuta al passaggio ravvicinato con il Sole e potrebbe essere visibile anche dalla Terra nelle prossime settimane.

Prototipo di rover lunare sviluppato alla Carnegie Mellon University

Due dei team che partecipano al Google Lunar XPRIZE hanno deciso di unire le loro forze per compiere assieme un viaggio sulla Luna, previsto per il 2016. Si tratta del gruppo americano Astrobotic e di quello giapponese Hakuto, che poche settimane fa erano stati tra i vincitori dei Milestone Prizes, i riconoscimenti intermedi nella competizione. I due team si divideranno i costi di un viaggio che comincerà su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX e anche l’eventuale premio finale che potrebbero vincere.

La sonda spaziale MAVEN durante la fase di test al Kennedy Space Center (Foto NASA/Jim Grossmann)

La sonda spaziale MAVEN della NASA ha completato con successo la prima delle cinque manovre di immersione nelle profondità dell’atmosfera di Marte. Lo scopo era quello di raccogliere misurazioni più vicine al limite inferiore dello strato superiore dell’atmosfera del pianeta rosso. Il periapside, cioè il punto di altitudine più bassa dell’orbita, raggiunto da MAVEN è stato di 125 chilometri.

Lo scopo della sonda spaziale MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution), che ha raggiunto l’orbita di Marte il 21 settembre 2014, è proprio quello di studiare l’atmosfera del pianeta rosso. Essa è molto più rarefatta di quella terrestre ma costituisce comunque un sistema complesso. Per comprendere le sue dinamiche e la sua evoluzione nel corso del tempo, MAVEN sta compiendo continue rilevazioni e nel corso del mese ha cominciato a immergersi nelle sue profondità.

Il cielo attorno alla stella doppia V471 Tauri, visibile con bassa luminosità al centro dell'immagine (Immagine ESO/Digitized Sky Survey 2)

SPHERE (Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch) è uno strumento costruito soprattutto per fotografare direttamente esopianeti ma il primo articolo scientifico basato sulle sue osservazioni riguarda il sistema binario V471 Tauri. Un gruppo di astronomi guidato da Adam Hardy ha effettuato questa ricerca, pubblicata sulla rivista “Astrophysical Journal Letters”, spiegando perché ha riservato una sorpresa.

Gli astronomi si aspettavano che ci fosse una nana bruna orbitante attorno a questa stella doppia ma SPHERE non ha trovato nulla. Si tratta di un risultato sorprendente perché la presenza di una nana bruna era di gran lunga la spiegazione più plausibile per lo strano comportamento di V471 Tauri.