Massimo Luciani

La navicella spaziale Orion della NASA al momento dell'ammaraggio

Poco fa la navicella spaziale Orion della NASA ha concluso la missione Artemis I ammarando al largo della costa della Penisola di Bassa California, vicino all’isola di Guadalupe. Era partita il 16 novembre scorso sul nuovo SLS (Space Launch System), anch’esso della NASA. Varie navi erano nell’area per recuperare la Orion e tutto ciò che è possibile recuperare, come i paracadute del sistema di ammaraggio, per poter raccogliere più dati possibili su una fase critica come il ritorno sulla Terra.

Il lander lunare Hakuto-R e il nanosatellite Lunar Flashlight decollano su un razzo Falcon 9 (Immagine SpaceX)

Poco fa il lander lunare Hakuto-R di ispace e il nanosatellite di classe CubeSat Lunar Flashlight della NASA sono partiti su un razzo vettore Falcon 9 da Cape Canaveral. Dopo circa 46 minuti Hakuto-R si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e circa 7 minuti dopo anche Lunar Flashlight si è separato. Hakuto-R trasporta anche due piccoli rover costruiti da Emirati Arabi Uniti e Giappone. La rotta di quella che è chiamata Hakuto-R Mission 1 richiederà circa cinque mesi per portare il lander sulla Luna, dove tenterà l’allunaggio mentre il nanosatellite Lunar Flashlight si immetterà nell’orbita lunare fra circa quatto mesi alla ricerca di ghiaccio d’acqua sulla superficie.

Concetto artistico di fusione tra due stelle di neutroni (Immagine A. Simonnet (Sonoma State Univ.) and NASA’s Goddard Space Flight Center)

Tre articoli pubblicati sulla rivista “Nature” e un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riportano vari aspetti degli studi condotti sul lampo gamma fuori dal normale catalogato come GRB 211211A. Vari team di ricercatori hanno usato osservazioni condotte con una serie di telescopi al suolo e spaziali per esaminare un evento che è durato oltre due ore dopo il lampo vero e proprio. In quel momento i rilevatori di onde gravitazionali non erano attivi ma le caratteristiche dell’evento indicano che l’origine è in una kilonova, un evento di fusione tra due stelle di neutroni.

HIPASS J1131–31 / Peekaboo, ingrandita nel riquadro (Immagine: scienza NASA, ESA, Igor Karachentsev (SAO RAS). Elaborazione immagine Alyssa Pagan (STScI))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio su una galassia nana catalogata come HIPASS J1131–31 che è relativamente vicina ma ha le caratteristiche di una galassia primordiale. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni di vari telescopi spaziali e al suolo per confermarne la natura, incluso il telescopio spaziale Hubble. L’hanno soprannominata Peekaboo perché fa capolino dietro una stella luminosa che l’ha nascosta per molto tempo e ha reso difficile identificarla. Si tratta di una galassia davvero piccola ma le sue caratteristiche primordiali la rendono interessante per gli astronomi.

L'ammasso galattico SMACS-J0723.3-7327 visto dal telescopio spaziale James Webb

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati della più completa analisi della cosiddetta luce intracluster condotta finora. Mireia Montes e Ignacio Trujillo dell’Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC) hanno usato il telescopio spaziale James Webb per osservare l’ammasso galattico SMACS-J0723.3-7327. In particolare, hanno sfruttato lo strumento NIRCam per rilevare la luce intracluster, che è estremamente fioca ma utile per studiare gli ammassi galattici in modi diversi rispetto alle osservazioni alla luce visibile. Si tratta di studi utili anche per capire la distribuzione della materia oscura.