Astronomia / astrofisica

Due immagini della superficie di Giove catturate dal telescopio spaziale Hubble (Immagine NASA, ESA, A. Simon (GSFC), M. Wong (UC Berkeley), and G. Orton (JPL-Caltech))

Il telescopio spaziale Hubble è stato utilizzato per creare nuove mappe del pianeta Giove. La Wide Field Camera 3, la macchina fotografica di Hubble, ha catturato una serie di immagini del pianeta all’interno del programma Outer Planet Atmospheres Legacy. Lo scopo è di produrre nuove mappe ogni anno e nel caso di Giove le 10 ore di riprese al giorno hanno permesso di scoprire nuovi fenomeni tra cui i cambiamenti nella Grande Macchia Rossa.

La nebulosa planetaria Menzel 2 fotografata dal telescopio spaziale Hubble (ESA/Hubble & NASA, acknowledgement: Serge Meunier)

Il telescopio spaziale Hubble ha scattato una fotografia della nebulosa planetaria PK 329-02.2, conosciuta anche come ESO 178-15 o Hen 2-150 e chiamata comunemente Menzel 2 (Mz 2) perché scoperta dall’astronomo Donald Menzel nel 1922. Distante poco più di 7.700 anni luce dalla Terra, è visibile nella costellazione del Regolo ed è un altro caso in cui una nebulosa planetaria offre uno spettacolo mozzafiato, in questo caso con una nuvola blu che si allinea con le due stelle al suo centro.

Il cielo azzurro di Plutone causato da uno strato di caligine (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

La NASA ha pubblicato le prime foto a colori che mostrano l’atmosfera del pianeta nano Plutone scattate dalla sonda spaziale New Horizons nel corso del suo volo ravvicinato del 14 luglio 2015. Le precedenti immagini avevano evidenziato la caligine presente nell’atmosfera ma non erano a colori perciò con l’arrivo di quelle nuove è stata una sorpresa scoprire che il cielo di Plutone è azzurro. Un’altra scoperta riguarda regioni di ghiaccio d’acqua rilevate sulla superficie di questo pianeta nano.

Immagini del disco di polvere attorno alla stella AU Microscopii dal telescopio spaziale Hubble e SPHERE (Immagine NASA, ESA, ESO, A. Boccaletti (Paris Observatory))

Un articolo appena pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di misteriose increspature che attraversano il disco di polvere che circonda la stella AU Microscopii, o AU Mic. Grazie a SPHERE, uno strumento montato sul Very Large Telescope dell’ESO, un team guidato da Anthony Boccaletti del LESIA (Observatoire de Paris/CNRS/UPMC/Paris-Diderot), in Francia, ha scoperto queste strutture mai viste prima e ancora da spiegare.

Il governo indiano ha firmato l’accordo che fa entrare la nazione nella SKA Organisation e avrà da ora il pieno coinvolgimento nello sviluppo del radiotelescopio SKA. L’India si unisce ad Australia, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Sudafrica e Regno Unito nel compito di trasformare SKA in un’organizzazione intergovernativa con un trattato a formalizzare le relazioni tra il progetto e i suoi membri.