Astronomia / astrofisica

L'area attorno a Sagittarius A* (Immagine IXPE: NASA/MSFC/F. Marin et al; Chandra: NASA/CXC/SAO; Image Processing: L.Frattare, J.Major & K.Arcand)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta le prove che circa 200 anni fa Sagittarius A*, o semplicemente Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, abbia avuto un periodo di intensa attività durante il quale ha inghiottito notevoli quantità di gas e polveri. Un team di ricercatori guidato da Frédéric Marin dell’Osservatorio astronomico di Strasburgo ha usato soprattutto dati raccolti dal telescopio spaziale IXPE per esaminare la polarizzazione della luce nei raggi X emessa da grandi nubi molecolari luminose vicine a Sgr A*. La conclusione è che la loro luminosità fuori dal normale doveva essere dovuta al fatto che si tratta di emissioni riflesse prodotte da una sorta di eruzione potente e di breve durata del buco nero supermassiccio avvenuta circa 200 anni fa.

Concetto artistico dell'esopianeta TRAPPIST-1 c con la sua stella sullo sfondo (Immagine NASA, ESA, CSA, Joseph Olmsted (STScI). Scienza: Sebastian Zieba (MPI-A), Laura Kreidberg (MPI-A))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta uno studio sull’esopianeta TRAPPIST-1 c che indica che la sua atmosfera è molto tenue o inesistente. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale James Webb per esaminare uno dei sette pianeti del sistema TRAPPIST-1 e i risultati permettono di escludere l’ipotesi che sia simile a Venere. Le emissioni termiche indicano una temperatura sul lato diurno della sua superficie di circa 107° Celsius. Secondo i ricercatori, ciò indica che quest’esopianeta potrebbe essersi formato con poca acqua.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di un sistema binario che include una nana bianca pulsar, Il secondo oggetto di questo tipo scoperto finora. Un team di ricercatori che include alcuni di quelli che scoprirono la prima nana bianca pulsar ha individuato J191213.72-441045.1, o semplicemente J1912-4410, un sistema binario che include anche una stella normale appartenente alla classe delle nane rosse. Questa nuova scoperta offre nuove informazioni su quella che costituisce una nuova classe di oggetti cosmici con la possibilità di sviluppare modelli per descriverne la formazione e il comportamento.

Geyser sulla superficie di Encelado (Immagine NASA/JPL/Space Science Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di fosforo, un elemento chiave per molti processi biologici, su Encelado, la luna del pianeta Saturno che ha un oceano sotterraneo di acqua liquida. Un team di ricercatori guidato da Frank Postberg della Freie Universität Berlin, in Germania, ha analizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini resi disponibili nel Planetary Data System e in particolare quelli rilevati dallo strumento Cosmic Dust Analyzer in campioni di particelle ghiacciate emesse dai geyser di Encelado e arrivate in uno degli anelli di Saturno.

Il risultato dell’analisi è stata la scoperta di fosfati in concentrazioni almeno cento volte superiori a quelle degli oceani terrestri. Modelli geochimici suggeriscono che il fosforo potrebbe essere presente in oceani sotterranei di altre lune. Queste scoperte aumentano le probabilità che nel sottosuolo di qualcuna di quelle lune siano nate forme di vita.

Alcune galassie osservate in questo studio, che vediamo com'erano quando l'universo aveva 900 milioni di anni

Tre articoli pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal” riportano vari aspetti di uno studio sull’epoca della reionizzazione e portano prove che le prime galassie hanno trasformato l’universo da un luogo opaco all’attualre luogo in cui la luce si diffonde. Ricercatori del team EIGER guidati da Simon Lilly del Politecnico federale di Zurigo, Svizzera, hanno usato il telescopio spaziale James Webb assieme ad alcuni telescopi al suolo per osservare galassie primordiali trovando regioni trasparenti attorno ad esse grazie alla reionizzazione del gas.