Astronomia / astrofisica

Gli ammassi galattici MOO J1014+0038 (a sinistra) and SPT-CL J2106-5844 (a destra) visti dallo strumento Wide Field Camera 3 del telescopio spaziale Hubble agli infrarossi

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di uno studio sulla cosiddetta luce intracluster che permea gli ammassi galattici. Hyungjin Joo e M. James Jee della Yonsei University di Seul, nella Corea del Sud, hanno usato il telescopio spaziale Hubble per esaminare dieci ammassi galattici e il bagliore al loro interno. La scoperta sorprendente e per questo interessante è stata che la luce intracluster è abbondante anche negli ammassi più antichi, un segno che le stelle che la emettono sono state espulse dalle loro galassie molto tempo fa. Ciò suggerisce che ciò sia successo contemporaneamente alla formazione e alla crescita degli ammassi.

un'immagine catturata dallo strumento IoIO il 9 novembre 2022 che mostra la nube di emissioni di sodio dall'eruzione proveniente da Io

Una violenta eruzione è stata rilevata su Io, una delle lune di Giove, da Jeff Morgenthaler usando l’Io Input/Output observatory (IoIO) del Planetary Science Institute (PSI). Lo scienziato di quest’organizzazione no profit che ha sede in Arizona sta monitorando Io fin dal 2017 osservando diverse eruzioni ma quella dell’autunno 2022 è stata la più violenta. Questo monitoraggio può essere utile anche alla missione della sonda spaziale Juno della NASA, in orbita attorno a Giove, che ha in programma per il dicembre 2023 un passaggio ravvicinato a Io in cui i suoi strumenti potranno compiere rilevazioni dei gas emessi come il sodio e lo zolfo ionizzato.

La galassia ESO 415-19 (Immagine ESA/Hubble & NASA, J. Dalcanton, Dark Energy Survey/DOE/FNAL/DECam/CTIO/NOIRLab/NSF/AURA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia ESO 415-19 e i suoi lunghi bracci, che la rendono una galassia a spirale decisamente fuori dal normale. Si tratta di una galassia a spirale ma è stata inserita nell’Atlante delle Galassie Peculiari a causa dell’estensione straordinaria dei suoi bracci. Finora non sono state trovate altre tracce dell’interazione cosmica che ha causato quest’anomalia in ESO 415-19 ma la sua peculiarità l’ha reso un interessante oggetto di osservazioni con Hubble e con altri strumenti. Per la pubblicazione, varie fotografie scattate con lo strumento ACS di Hubble sono state combinate con altre catturate con la macchina fotografica DECam sul telescopio Victor M. Blanco.

Dune di sabbia coperte di brina su Marte (Immagine NASA/JPL-Caltech/University of Arizona)

Per celebrare il solstizio d’inverno sulla Terra e l’inizio dell’inverno nell’emisfero settentrionale, la NASA ha pubblicato alcune foto catturate su Marte dalla macchina fotografica HiRISE della sua sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter che mostrano come appaiono alcune aree marziane quando è inverno sul pianeta rosso. Vedere le nevicate va ancora oltre le possibilità degli strumenti disponibili ma i paesaggi ghiacciati o almeno coperti di brina mostrano alcune delle meraviglie di Marte.

Illustrazione artistica di evento di distruzione mareale (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati delle osservazioni di un buco nero supermassiccio che sta distruggendo una stella. Catalogato come AT2021ehb, si tratta di un evento del tipo chiamato tecnicamente evento di distruzione mareale. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con i telescopi spaziali NuSTAR e Swift della NASA, con lo strumento NICER installato sulla Stazione Spaziale Internazionale e con altri strumenti per coprire 430 giorni di evoluzione di questo processo. Ciò aiuterà a capire cosa succede ai materiali catturati da un buco nero supermassiccio prima che vengano completamente divorati.