Sonde spaziali

Vista in prospettiva del cratere Oxo su Cerere (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Sono ben sei gli articoli pubblicati sulla rivista “Science” che descrivono altrettante ricerche riguardanti il pianeta nano Cerere. Utilizzando i dati raccolti dalla sonda spaziale Dawn della NASA, vari gruppi internazionali di ricercatori hanno esaminato diversi aspetti dell’attività geologica esistita fino al passato recente fino a una temporanea atmosfera.

Rappresentazione artistica della porzione di timeline dell’universo attorno all’epoca della reionizzazione (Immagine ESA – C. Carreau)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” descrivono gli ultimi aggiornamenti riguardanti l’analisi dei dati raccolti dalla sonda spaziale Planck Surveyor dell’ESA tra il 2009 e il 2013. Gli ultimi risultati indicano che le prime stelle hanno cominciato a formarsi circa 700 milioni di anni dopo il Big Bang, circa 150 milioni di anni più tardi rispetto a quanto indicavano le analisi precedenti.

Concetto artistico di Giove paragonato al gioviano caldo HD 189733b (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Secondo una stima degli astronomi la sola Via Lattea potrebbe ospitare un miliardo di pianeti giganti gassosi come Giove. Vent’anni di scoperte e studi di esopianeti hanno insegnato che esistono diversi tipi di gioviani e il loro studio è importante per capire l’evoluzione di un sistema solare, compreso il nostro, data l’influenza di un pianeta di quella massa. D’altra parte, anche lo studio di Giove ci aiuta a capire più in generale quella classe di esopianeti.

Il pianeta Giove visto dalla sonda spaziale Juno da una distanza di circa 703.000 chilometri il 27 agosto 2016 (Foto NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS)

Nel corso della giornata di ieri la sonda spaziale Juno della NASA ha compiuto il suo primo volo ravvicinato al pianeta Giove. Alle 15.44 italiane circa è passata a solo 4.200 chilometri di altitudine sopra le nuvole gioviane, la distanza minima prevista per tutta la sua missione primaria. A quel punto, Juno stava viaggiando a ben 208.000 km/h rispetto al pianeta. Si tratta del primo di 36 passaggi ravvicinati previsti nei due anni e mezzo della sua missione primaria.

Mappa degli antichi fiumi di Arabia Terra su Marte (Immagine cortesia J.M. Davis et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geology” descrive lo studio dei resti di un sistema di letti di antichissimi fiumi nella regione del pianeta Marte chiamata Arabia Terra. Un team di scienziati guidati da Joel Davis dello University College London ha analizzato fotografie ad alta risoluzione scattate dalla sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) per trovare le tracce di fiumi che scorrevano quasi 4 miliardi di anni fa. Si tratta di un’altra conferma del fatto che all’epoca il clima su Marte era caldo e umido, simile alla Terra.