Sonde spaziali

Europa vista dalla sonda spaziale Juno (Immagine Image data: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS elaborazione Björn Jónsson)

La NASA ha rilasciato immagini di Europa, uno dei cosiddetti satelliti galileiani di Giove, catturate dalla sua sonda spaziale Juno durante un passaggio ravvicinato condotto il 29 settembre scorso. La JunoCam è stata lo strumento principale per questo tipo di lavoro ma per l’occasione uno scatto ravvicinato è stato catturato anche dalla SRU (Stellar Reference Unit), uno strumento generalmente usato per orientare Juno tramite l’osservazione delle stelle. Le foto scattate dalla JunoCam sono state elaborate da alcuni dei cosiddetti cittadini scienziati, persone non professioniste che offrono un contributo per una loro passione personale.

Una mappa topografica dell'area di Ultimi Scopuli su Marte

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” offre nuove conferme alla presenza di acqua liquida molto salata nel sottosuolo di Marte. Un team di ricercatori guidato da Roberto Orosei dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ed Elena Pettinelli dell’Università degli studi Roma Tre ha esaminato rilevazioni condotte con lo strumento MARSIS della sonda spaziale Mars Express dell’ESA assieme ad esperimenti di laboratorio e simulazioni per escludere che i dati rilevati siano stati generati da materiali diversi da acqua liquida salata.

L'asteroide Dimorphos pochi secondi prima dell'impatto (Immagine NASA TV)

Era notte in Italia quando la navicella spaziale DART della NASA si è schiantata su Dimorphos, un piccolo asteroide satellite di Didymos, un asteroide più grande. Questi due asteroidi sono visibili dalla Terra usando strumenti sufficientemente potenti, i quali verranno utilizzati per monitorare l’orbita di Dimorphos e quanto sia stata modificata dall’impatto. Nelle vicinanze c’è LICIACube, una minisonda di classe CubeSat dotata di due macchine fotografiche che forniranno osservazioni molto migliori di qualsiasi telescopio sulla Terra.

Il Sole visto dalla sonda spaziale Solar Orbiter il 25 marzo 2022

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” offre una soluzione al mistero dell’inversione del campo magnetico locale nell’atmosfera solare, in gergo chiamato switchback, osservata negli ultimi decenni. Un team di ricercatori con un’importante partecipazione dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha usato rilevazioni condotte con lo strumento METIS progettato anche dall’INAF della sonda spaziale Solar Orbiter per mettere alla prova le teorie prodotte nel corso degli anni.

La sonda spaziale Danuri al decollo su un razzo vettore Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)

Poche ore fa la sonda spaziale Korea Pathfinder Lunar Orbiter (KPLO), che recentemente ha ricevuto il nome ufficiale Danuri, è partita su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX da Cape Canaveral. Dopo poco più di 40 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e ha cominciato la serie di manovre che la porterà nell’orbita della Luna. Si tratta di un lungo viaggio programmato usando quella che tecnicamente è chiamata Ballistic Lunar Transfer (BLT) per ottimizzare l’efficienza e risparmiare il propellente a bordo. Ciò significa che si inserirà nell’orbita lunare solo il 16 dicembre. Se tutto andrà bene, Danuri comincerà la sua missione scientifica di un anno in cui i suoi strumenti condurranno varie rilevazioni.