Buchi neri

Mirabilis, Elstir e Vinteuil in una combinazione delle osservazioni ai raggi X e a frequenze ottiche

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati dello studio di due fusioni galattiche tra galassie nane con nuclei galattici attivi. Un team di ricercatori ha usato dati raccolti dall’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per scoprire candidati successivamente confrontati con osservazioni agli infrarossi condotte con il telescopio spaziale WISE della NASA e osservazioni a frequenze ottiche condotte con il Canada-France-Hawaii Telescope (CFHT).

Alcune immagini catturate dallo strumento NIRC2 usando un'ottica adattiva che mostrano l'evoluzione di X7 tra il 2002 e il 2021

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati di vent’anni di osservazioni di un filamento gigante di gas e polveri che si sta progressivamente avvicinando a Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Un team di ricercatori dell’Osservatorio Keck e della Galactic Center Orbits Initiative (GCOI) della UCLA ha usato gli strumenti OSIRIS e NIRC2 al Keck per tenere d’occhio questo filamento, catalogato come X7, per studiare l’evoluzione della sua orbita e della sua forma. Secondo le previsioni, nel 2036, X7 si avvicinerà a Sagittarius A* al punto da dissiparsi ed essere divorato. Ciò costituirà un evento davvero interessante per studiare ancor più a fondo ciò che succede in quell’ambiente davvero estremo.

I risultati delle osservazioni del quasar NRAO 530 prodotti usando i vari metodi di elaborazione dei dati ottenuti

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta lo studio del quasar NRAO 530 condotto all’interno del progetto EHT (Event Horizon Telescope), che utilizza una combinazione di radiotelescopi sparsi per il mondo per ottenere immagini di aree attorno a buchi neri supermassicci. In questo caso, si tratta delle aree più interne di NRAO 530, dove gas e polveri vengono scaldati a tal punto da generare forti emissioni elettromagnetiche. Lontano circa 7,5 miliardi di anni luce dalla Terra, è il buco nero supermassiccio più lontano osservato finora dal progetto EHT. I nuovi dettagli ottenuti sulle strutture presenti nella regione centrale di questo quasar sono utili a capire i processi in atto in quell’ambiente estremo.

Illustrazione artistica di evento di distruzione mareale (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati delle osservazioni di un buco nero supermassiccio che sta distruggendo una stella. Catalogato come AT2021ehb, si tratta di un evento del tipo chiamato tecnicamente evento di distruzione mareale. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con i telescopi spaziali NuSTAR e Swift della NASA, con lo strumento NICER installato sulla Stazione Spaziale Internazionale e con altri strumenti per coprire 430 giorni di evoluzione di questo processo. Ciò aiuterà a capire cosa succede ai materiali catturati da un buco nero supermassiccio prima che vengano completamente divorati.

Rappresentazione artistica dell'evento AT2022cmc (Immagine ESO/M.Kornmesser)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno sulla rivista “Nature Astronomy”, riportano diversi aspetti sullo studio del più lontano buco nero supermassiccio scoperto mentre divora una stella per poi emettere un getto di materiali accelerati a velocità vicine a quelle della luce. L’evento, catalogato come AT2022cmc, è per certi versi analogo a un lampo gamma ma è stato rilevato in diverse bande elettromagnetiche grazie al fatto che è puntato quasi esattamente verso la Terra. Si tratta del primo evento di questo tipo rilevato alla luce visibile perciò può offrire nuove informazioni sul comportamento di oggetti davvero estremi durante la distruzione di una stella che si è avvicinata troppo ad essi.