Galassie

Abell 2146 visto ai raggi X dallOsservatorio per i raggi X Chandra (Immagine NASA/CXC/Univ. of Nottingham/H. Russell et al.; Optical: NAOJ/Subaru)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta i risultato delle osservazioni di Abell 2146, composto da due ammassi galattici in fase di fusione. Un team di ricercatori guidato da Helen Russell dell’Università britannica di Nottingham ha usato l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per studiare l’onda d’urto che si è formata lungo la linea di collisione tra i due ammassi e lunga circa 1,6 milioni di anni luce. I processi in atto mostrano similitudini con altri che avvengono su scala molto più piccola come ad esempio quelli generati dal vento solare.

Galassie osservate durante l'indagine 3D-DASH

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta il rilascio dei risultati dell’indagine 3D-DASH, che ha lo scopo di mappare le regioni di formazione stellare per capire la formazione delle galassie più antiche, che dal punto di vista terrestre sono le più lontane. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale Hubble per catturare immagini negli infrarossi vicini nell’area conosciuta come il campo COSMOS (Cosmic Evolution Survey), una precedente indagine condotta con Hubble.

Le galassie NGC 1385, NGC 1566, NGC 3344 e NGC 6503

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati di uno studio condotto su 108 galassie che contengono ammassi nucleari stellari alla ricerca di buchi neri di massa intermedia. Un team di ricercatori ha usato l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per cercare le tracce di questo tipo di buco nero che finora è stato davvero elusivo. In 29 di queste galassie hanno trovato emissioni che ritengono provenienti da questo tipo di buco nero e tracce della distruzione di migliaia di stelle. Ciò fa pensare che i buchi neri di massa intermedia crescano divorando stelle.

Il Gruppo Compatto di Hickson 40

Il 25 aprile 2022 cadrà il 32° anniversario della messa in orbita del telescopio spaziale Hubble e per celebrarlo NASA ed ESA hanno pubblicato immagini di un quintetto di galassie conosciuto come il Gruppo Compatto di Hickson 40 (in inglese Hickson Compact Group 40, HCG 40). Questo gruppo formato da tre galassie a spirale, una galassia ellittica e una galassia lenticolare è interessante per una serie di motivi tra i quali il fatto che nel giro di circa un miliardo di anni dovrebbero scontrarsi e cominciare a fondersi.

GNz7q con il probabile precursore di un buco nero supermassiccio in rosso

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di un possibile precursore di un buco nero supermassiccio nell’universo primordiale. Un team di ricercatori che include ricercatrici del Dipartimento di fisica della Sapienza e dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha scoperto l’oggetto catalogato come GNz7q nei dati dell’indagine GOODS condotta combinando osservazioni effettuate con diversi telescopi. Dalla Terra, vediamo GNz7q com’era circa 750 milioni di anni dopo il Big Bang e le sue emissioni possono essere spiegate solo in parte con una notevole formazione stellare. La conclusione è che probabilmente c’è un buco nero supermassiccio che sta crescendo tra le polveri che permeano il nucleo di una galassia primordiale e nel corso del tempo diventerà un quasar, un tipo di nucleo galattico attivo estremamente luminoso.