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Una conferma indipendente di un picco di metano su Marte

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta una conferma indipendente della rilevazione di un picco di metano sul pianeta Marte, a est del cratere Gale, dove sta operando il Mars Rover Curiosity della NASA, che aveva anch’esso rilevato la presenza di metano. Un team di ricercatori guidato da Marco Giuranna dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) di Roma ha però usato misurazioni dello strumento PFS della sonda spaziale Mars Express dell’ESA per trovare metano. Rilevazioni indipendenti compiute in orbita e al suolo con strumenti ben diversi sono fondamentali nella ricerca perché il metano può essere prodotto da processi biologici ma anche da processi geologici.

Una nube molecolare gigante in cui si stanno formando stelle massicce studiata con il telescopio volante SOFIA

Il telescopio volante SOFIA è stato usato per studiare una nube molecolare gigante che costituisce un’area di formazione stellare catalogata come W51 allo scopo di analizzare le stelle neonate o ancora in formazione al suo interno. I ricercatori hanno combinato le osservazioni compiute con SOFIA con quelle effettuate nel corso del tempo con i telescopi spaziali Spitzer e Herschel della NASA per ottenere informazioni più complete su quelle stelle. C’era un particolare interesse su quelle massicce e una sembra davvero enorme, con una massa stimata a circa cento volte quella del Sole. Se quella stima verrà confermata da osservazioni mirate si tratta di una delle più massicce stelle in formazione nella Via Lattea.

L'asteroide Bennu ha rivelato varie sorprese

Sette articoli pubblicati sulle riviste “Nature”, “Nature Astronomy”, “Nature Geoscience” e “Nature Communications” riportano una serie di risultati di ricerche sull’asteroide Bennu. Centinaia di scienziati hanno usato dati raccolti dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA per studiare in particolare vari aspetti della geologia di Bennu. I risultato saranno utili in vari altri studi, da quelli sull’origine dei mattoni della vita che hanno seminato la Terra a quelli sulla formazione del sistema solare, inclusi alcuni pratici come la ricerca di un’area su cui OSIRIS-REx possa scendere per prelevare campioni alle valutazioni della pericolosità di asteroidi come Bennu.

Il lander InSight visto dal TGO (Immagine ESA/Roscosmos/CaSSIS, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato una serie di fotografie scattate dalla macchina fotografica CaSSIS della sonda spaziale TGO, parte della missione ExoMars gestita assieme all’agenzia spaziale russa Roscosmos. CaSSIS ha individuato sulla superficie di Marte il lander InSight della NASA assieme allo scudo termico, al guscio posteriore che lo proteggeva durante la discesa e il paracadute. Nel corso della sua missione, CaSSIS ha anche catturato immagini straordinarie di varie aree del pianeta rosso mostrando l’ottimo potenziale per aiutare i ricercatori nei loro studi.