Stelle

WR 140, la sua compagna e gli anelli attorno ad esse (Immagine NASA, ESA, CSA, STScI, JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’osservazione di ben 17 anelli di polvere attorno a WR 140, una cosiddetta stella di Wolf-Rayet che ha una compagna molto giovane e massiccia. Un team di ricercatori ha usato lo strumento MIRI del telescopio spaziale James Webb per studiare l’area attorno a questa coppia di stelle ottenendo risultati molto superiori a quelli di altri strumenti, che avevano individuato solo due anelli. Secondo i ricercatori, gli anelli vengono generati quando le due stelle sono più vicine e i loro venti stellari interagiscono violentemente causando la compressione del gas, che contiene anche elementi più pesanti dell’idrogeno e permette di formare polveri.

La Nebulosa di Orione vista dal telescopio spaziale James Webb (Immagine cortesia NASA, ESA, CSA, PDRs4All ERS Team; elaborazione immagine Salomé Fuenmayor)

Nuove immagini della regione interna della Nebulosa di Orione catturate dal telescopio spaziale James Webb mostrano nuovi dettagli di una culla stellare che è stata già studiata molte nel corso del tempo ma continua a rivelare nuovi oggetti ogni volta che un nuovo strumento viene usato per studiarla. Queste osservazioni sono state condotte come parte del programma ERS (Early Release Science) di Webb e ottenute l’11 settembre perciò al momento non sono ancora disponibili articoli scientifici sull’argomento ma nel futuro possiamo aspettarci analisi dei dati raccolti e qualche nuova scoperta sui processi legati alla formazione di stelle e pianeti.

Il Sole visto dalla sonda spaziale Solar Orbiter il 25 marzo 2022

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” offre una soluzione al mistero dell’inversione del campo magnetico locale nell’atmosfera solare, in gergo chiamato switchback, osservata negli ultimi decenni. Un team di ricercatori con un’importante partecipazione dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha usato rilevazioni condotte con lo strumento METIS progettato anche dall’INAF della sonda spaziale Solar Orbiter per mettere alla prova le teorie prodotte nel corso degli anni.

L'ammasso NGC 346 visto da Hubble (NASA, ESA, A. James (STScI))

Due articoli pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal” riportano diversi aspetti di uno studio su NGC 346, un ammasso aperto di stelle nella Piccola Nube di Magellano, una delle galassie nane satellite della Via Lattea. Due team di ricercatori che hanno in comune le rispettive guide, Elena Sabbi dello Space Telescope Science Institute e Peter Zeidler dell’AURA/STScI per l’ESA, hanno usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble e il VLT. Hanno esaminato il movimento a spirale delle stelle dell’ammasso al suo interno, un movimento che sembra favorire la formazione stellare.

Un confronto tra il sistema di LP 890-9 e il sistema solare interno con le caratteristiche delle stelle e dei loro pianeti rocciosi

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta l’identificazione di due super-Terre nel sistema di LP 890-9, una stella piccola anche per gli standard delle nane rosse. Un team di ricercatori guidato dall’astrofisica Laetitia Delrez dell’Università belga di Liegi ha esaminato un candidato individuato dal telescopio spaziale TESS usando l’osservatorio meridionale del progetto SPECULOOS per monitorare quel sistema confermando l’esistenza dell’esopianeta catalogato LP 890-9b. SPECULOOS ha trovato un secondo esopianeta grazie all’osservazione di ulteriori transiti che è stato catalogato come LP 890-9c ed è nell’area abitabile del suo sistema. Solo TRAPPIST-1 è una stella più piccola di LP 890-9 tra quelle conosciute per avere pianeti.