Stelle

Sulla sinistra la galassia NGC 1309 e sulla destra una serie di immagini dell'area dove è avvenuta la supernova SN 2012Z catturate nel corso degli anni

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio delle conseguenze della supernova catalogata come SN 2012Z, considerata del tipo Iax che significa che si tratta dell’esplosione di una nana bianca. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale Hubble per studiarne i resti scoprendo che la stella è sopravvissuta alla supernova ed è perfino più brillante di prima. Una possibilità è che l’esplosione sia stata troppo debole per spargere i resti della nana bianca nello spazio interstellare con la conseguenza che essi hanno cominciato a riaggregarsi.

Uno dei sistemi stellari nell'ammasso della Vergine visto dal telescopio spaziale Hubble (Immagine cortesia Michael Jones)

Un articolo sottoposto per la pubblicazione alla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di sistemi di stelle che sono perfino più piccoli di una galassia nana e sono isolati da qualsiasi normale galassia. Un team di ricercatori ha esaminato un catalogo di nubi di gas trovate in un’indagine precedente alla ricerca di nuove galassie scoprendo piccoli gruppi che contengono soprattutto giovani stelle blu sparse in modo irregolare all’interno dell’ammasso galattico della Vergine. Si tratta di casi analoghi a quello catalogato come SECCO 1, scoperto sempre nell’ammasso della Vergine e riportato in un articolo pubblicato nel febbraio 2018 sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”. La scoperta di altri gruppi di quel tipo potrà aiutare a capirne l’origine.

Un esempio dei sistemi studiati nell'indagine Gemini-LIGHTS

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta i risultati dell’indagine Gemini-LIGHTS su 44 giovani stelle massicce. Un team di ricercatori ha usato il Gemini Planet Imager (GPI) montato sul telescopio Gemini Sud in Cile per studiare i dischi di materiali attorno a queste stelle per verificare se al loro interno si siano formati pianeti e le strutture degli anelli. I risultati hanno rivelato la presenza di possibili pianeti e perfino di nane brune con differenze tra i dischi che circondano stelle con una massa fino a tre volte quella del Sole e dischi che circondano stelle più massicce.

Il sistema di HD 53143 visto da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/M. MacGregor (U. Colorado Boulder); S. Dagnello (NRAO/AUI/NSF))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati di uno studio del giovane sistema di HD 53143, nel quale una stella simile al Sole è circondata da un disco di materiali con una struttura diversa da tutti quelli conosciuti finora che potrebbe includere un pianeta. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare quel disco, che è molto eccentrico invece di essere circolare con la stella al centro. Il disco attorno a HD 53143 ha una forma ellittica e la stella è in uno dei fuochi dell’ellisse, ben lontana dal centro. I risultati sono stati presentati al 240° meeting della American Astronomical Society (AAS) tenuto in questi giorni a Pasadena, in California.

Infografica che mostra i vari sottoinsiemi di dati riguardanti un totale di circa 1.800.000.000 stelle osservate dalla sonda spaziale Gaia

L’ESA ha pubblicato la terza mappa tridimensionale del cielo che include la Via Lattea e le galassie vicine ottenuta dalla sonda spaziale Gaia, la più dettagliata di questo tipo mai prodotta. Questo catalogo, costruito grazie a quello che è stato chiamato Data Release 3 (DR3), amplia notevolmente le precedenti mappe rilasciate dall’ESA negli anni scorsi. Alcune incertezze riguardanti l’elaborazione dei dati, causate anche dall’inizio della pandemia, hanno portato l’ESA a pubblicare un’anticipazione della DR3 chiamata EDR3 (Early Data Release 3) il 3 dicembre 2020.