Stelle

Concetto artistico del radiotelescopio LOFAR e del lampo radio veloce FRB 20180916B (Immagine cortesia D. Futselaar / S.P. Tendulkar / ASTRON)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” e uno pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy”, riportano vari aspetti di una ricerca sul lampo radio veloce FRB 20180916B, le cui emissioni includono le frequenze più basse a cui un evento del genere sia stato rilevato finora. Due team di ricercatori con vari membri in comune hanno usato rilevazioni ottenute con il radiotelescopio LOFAR e con la rete VLBI europea per studiare questo lampo radio veloce che è di tipo ripetuto con una periodicità di poco più di 16 giorni. La sua origine è stata individuata in una piccola regione attorno a una stella di neutroni.

Distribuzione di gas molecolare attorno ad alcune protostelle nella Nube molecolare di Perseo

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio delle molecole organiche rilevate in 50 regioni di formazione di dischi protoplanetari nella Nube molecolare di Perseo. Un team di ricercatori coordinati dal RIKEN Cluster for Pioneering Research ha usato il radiotelescopio ALMA per rilevare le varie molecole presenti in quella nube molecolare scoprendo che la distribuzione di molecole organiche complesse varia molto nelle diverse aree. La composizione è risultata simile in dischi protoplanetari giovani.

Parte della Nebulosa Velo (Immagine ESA/Hubble & NASA, Z. Levay)

Una fotografia di una parte della Nebulosa Velo catturata dal telescopio spaziale Hubble offre una nuova vista di questi resti di supernova dopo l’applicazione di nuove tecniche di elaborazione. La Nebulosa Velo è già stata al centro di osservazioni, analisi ed elaborazioni delle immagini ottenute perché quei resti formano una vasta nebulosa diffusa che è formata da diverse parti catalogate con diverse sigle e conosciute con diversi nomi. Questa nebulosa costituisce a sua volta solo la parte visibile del Cerchio del Cigno dato che questi resti di supernova devono essere osservati in una gamma più ampia dello spettro elettromagnetico per essere rilevati completamente.

Alcuni deflussi che indicano un'origine da protostelle

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di quattro massicce nubi molecolari nell’area centrale della Via Lattea con tracce di formazione stellare in una zona che era considerata troppo caotica perché ciò potesse avvenire. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per esaminare la cosiddetta zona molecolare centrale della Via Lattea scoprendo oltre 800 di quelle che vengono considerate uova stellari, cioè nuclei densi di gas e polvere. ALMA ha permesso di rilevare 43 deflussi energetici di materiali con caratteristiche associate alla formazione stellare, un’ulteriore prova di ciò che sta avvenendo in quell’area.

I resti di supernova Cassiopeia A (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA)

La NASA ha pubblicato un’immagine dei resti di supernova Cassiopeia A, o semplicemente Cas A, catturata dal telescopio spaziale WISE agli infrarossi. Non esiste alcuna documentazione storica di quella supernova anche se la sua luce raggiunse la Terra attorno al 1667 d.C., probabilmente perché una gran quantità di polvere tra di essa e la Terra attenuò notevolmente la sua luminosità. Le varie emissioni hanno permesso di studiarla con diversi strumenti nel corso degli ultimi decenni. WISE ha rilevato gli echi dell’esplosione luminosa che stanno generando increspature nella direzione opposta alla stella che è esplosa.