Stelle

Sorprendenti emissioni di raggi X ad alta energia dalla Galassia Vortice e dalla sua piccola compagna

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” presenta un’analisi spettrale approfondita dei due nuclei galattici attivi e di altre fonti di raggi X delle due galassie che formano M51. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale NuSTAR della NASA per rilevare le emissioni di raggi X ad alta energia, in grado di passare attraverso gli strati di polveri e gas che orbitano attorno ai due buchi neri supermassicci al centro delle due galassie che stanno interagendo in una fase iniziale di una fusione galattica. Una sorpresa è arrivata dalle emissioni di una stella di neutroni nella Galassia Vortice, la più grande delle due.

Le stelle del fiume cosmico in rosso con una mappa prodotta da Gaia sullo sfondo (Immagine Meingast et al / Gaia DR2 skymap)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di quello che è stato definito un fiume di stelle, un flusso di stelle distanti poco più di 300 anni luce che occupa la maggior parte del cielo meridionale. Astronomi dell’Università di Vienna hanno usato informazioni raccolte dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA e pubblicate nella cosiddetta Data Release 2 (DR2) per scoprire almeno 4.000 stelle che si stanno muovendo assieme nello spazio fin dalla loro formazione, avvenuta circa un miliardo di anni fa.

Supernove e acqua nei pianeti rocciosi

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta i risultati di una serie di simulazioni al computer condotte per comprendere meglio i meccanismi di formazione dei pianeti rocciosi. Un team di ricercatori ha concluso che probabilmente esistono due tipi di sistemi planetari: quelli simili al sistema solare, i cui pianeti contengono relativamente poca acqua, e quelli in cui ci sono soprattutto i cosiddetti pianeti oceano. La differenza potrebbe essere stata causata dalla presenza di una stella massiccia nelle vicinanze che ha espulso materiali radioattivi che hanno asciugato almeno parzialmente i pianeti. Ciò avrebbe portato all’emergere di un clima temperato sulla Terra.

Il disco che circonda la stella Orion Source I e la nube molecolare di Orione I (Immagine ALMA (NRAO/ESO/NAOJ); NRAO/AUI/NSF; Gemini Observatory/AURA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta della presenza di sali e in particolare del comune sale da cucina, nel disco protoplanetario che circonda la giovane stella Orion Source I. Un team di astronomi ha usato il radiotelescopio ALMA per rilevare le “firme chimiche” che indicano la presenza di una serie di molecole tra cui due sali. In particolare il cloruro di sodio sembra costituire una notevole parte del disco dato che la massa stimata è attorno al miliardo di miliardi di tonnellare, più o meno equivalente all’acqua degli oceani terrestri.

Una stella nascente in una bolla gigante nella Grande Nube di Magellano

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di un getto di materiali proveniente da una giovane stella massiccia in un’area chiamata LHA 120-N 180B, o semplicemente N180 B, una regione di formazione stellare nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea. Un team di ricercatori guidato da Anna McLeod ha usato lo strumento MUSE installato sul VLT in Cile per studiare l’area e in particolare il getto catalogato come HH 1177, il primo di questo tipo rilevato alla luce visibile all’esterno della Via Lattea.