Un evento esplosivo ha coinvolto due protostelle nella Nube Molecolare di Orione 1

L'esplosione nella Nube Molecolare di Orione 1 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), J. Bally/H. Drass et al.)
L’esplosione nella Nube Molecolare di Orione 1 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), J. Bally/H. Drass et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulla nascita di un gruppo di stelle massicce nella Nube Molecolare di Orione 1 (in inglese Orion Molecular Cloud o semplicemente Omc-1). Un team di astronomi guidato da John Bally dell’Università del Colorado ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per vedere all’interno della nube e rilevare i detriti sparsi da quell’evento davvero caotico.

La Nube Molecolare di Orione 1 è a circa 1.350 anni luce dalla Terra ed è una delle nubi molecolari che fanno parte del complesso della Nebulosa di Orione. Al suo interno ci sono le condizioni per la formazione di stelle, infatti ci sono parecchie protostelle massicce e qualcosa di violento è successo perché oggi vediamo le sue conseguenze esplosive. Ricostruire con precisione gli eventi è forse impossibile ma gli autori di questa ricerca hanno stimato che l’energia rilasciata sia paragonabile a quella emessa dal Sole in 10 milioni di anni.

Secondo la ricostruzione, circa centomila anni fa parecchie protostelle si sono formate e hanno cominciato a muoversi seguendo le reciproche influenze gravitazionali. Qualche secolo fa due di queste protostelle si sono sfiorate o addirittura scontrate, innescando una potente eruzione che ha spinto via altre protostelle vicine e filamenti giganti di gas e polvere nello spazio interstellare a velocità di oltre 150 chilometri al secondo.

John Bally e il suo team avevano rilevato le tracce di quei detriti nella Nube Molecolare di Orione 1 nel 2009 usando il radio telescopio SMA alle Hawaii. Successivamente, effettuarono altre osservazioni ma stavolta agli infrarossi usando il telescopio Gemini South in Cile. In particolare, hanno rivelato la struttura dei filamenti, che hanno un’estensione di quasi un anno luce da parte a parte.

Il radiotelescopio ALMA, inaugurato nel marzo del 2013, è molto più potente e sensibile di SMA. Le nuove osservazioni effettuate con ALMA hanno rivelato dettagli importanti riguardanti la distribuzione e il movimento ad alta velocità del gas di monossido di carbonio nei filamenti.

Questa nuova fase dello studio di quest’evento è utile per capire meglio come si sviluppa e quale impatto può avere sulla formazione stellare all’interno di una nube molecolare. Quell’esplosione ha devastato la nube in cui le stelle sono nate perciò questo tipo di eventi può regolare il ritmo della formazione stellare nelle nubi molecolari.

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