Una strana coppia formata da una stella nana rossa e da un pianeta gigante gassoso

Rappresentazione artistica del pianeta NGTS-1b e della sua stella (Immagine University of Warwick/Mark Garlick)
Rappresentazione artistica del pianeta NGTS-1b e della sua stella (Immagine University of Warwick/Mark Garlick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di un pianeta gigante gassoso del tipo gioviano caldo che orbita attorno alla stella NGTS-1, una nana rossa. Si tratta di una coppia davvero fuori dal normale che contrasta con gli attuali modelli di formazione planetaria. L’esopianeta NGTS-1b è il primo a essere stato scoperto con il nuovo strumento Next Generation Transit Survey (NGTS) installato all’Osservatorio Paranal dell’ESO in Cile.

Lo strumento NGTS è un array di 12 telescopi di 20 cm ciascuno progettati per rilevare il transito di un esopianeta di fronte alla sua stella dai minuscoli cali di luminosità che causa. I candidati scoperti con questa tecnica vengono successivamente verificati con ulteriori osservazioni effettuate con altri strumenti dell’ESO come HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), anch’esso usato per la caccia agli esopianeti e altri, non solo in Cile.

A circa 600 anni luce dalla Terra, la stella NGTS-1 è una nana rossa con un diametro circa metà di quello del Sole mentre il pianeta NGTS-1b ha un diametro circa il 30% superiore a quello di Giove con una massa circa il 20% inferiore. Si tratta di un gioviano caldo, un tipo di pianeta gassoso chiamato così perché orbita molto vicino alla sua stella perciò la faccia esposta ad essa può raggiungere temperature molto elevate. L’anno di NGTS-1b dura circa 2,6 giorni terrestri.

In passato, erano stati scoperti gli esopianeti Kepler-45b e HATS-6b attorno a nane rosse ma sono molto meno massicci di NGTS-1b dato che le loro masse sono circa la metà di quella di Giove per Kepler-45b e circa il 30% di quella di Giove per HATS-6b. Il problema è che NGTS-1b sembra troppo massiccio per essersi formato attorno a una stella piccola come la sua e il paragone con gli altri due casi è semplice perché le tre stelle hanno tutte masse di poco superiori alla metà di quella del Sole.

Secondo i nostri attuali modelli di formazione planetaria, quando una stella si forma solo una piccola percentuale dei materiali che formano il disco di polvere e gas da cui può nascere un sistema solare rimane disponibile per formare pianeti. Il Sole include oltre il 99% della massa del sistema solare. Già i precedenti pianeti gassosi scoperti attorno a nane rosse sembravano eccezionali, la scoperta di NGTS-1b è stata davvero sorprendente.

Nonostante le sue dimensioni notevoli rispetto a quelle della sua stella, l’esopianeta NGTS-1b è stato difficile da scoprire a causa della luce fioca della stella. Tuttavia, le nane rosse sono la classe di gran lunga più comune di stelle, circa tre quarti di quelle esistenti nella Via Lattea, perciò è possibile che in realtà anch’esse possano avere giganti gassosi ma ce ne siamo accorti solo ora grazie agli strumenti di nuova generazione.

Sia il dottor Daniel Bayliss, primo autore dell’articolo, che il professor Peter Wheatley, che dirige le operazioni del sistema NGTS, hanno sottolineato l’importanza di questo nuovo strumento in questa scoperta. Le nuove ricerche mirate alle stelle nane cominciate negli ultimi anni stanno fornendo nuove informazioni molto interessanti per far progredire le nostre conoscenze sulla formazione ed evoluzione dei sistemi solari.

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