La Vera Rubin Ridge su Marte nei colori filtrati dal Mars Rover Curiosity

Panorama della Vera Rubin Ridge (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS/ASU)
Panorama della Vera Rubin Ridge (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS/ASU)

La NASA ha pubblicato una serie di immagini ottenute dal Mars Rover Curiosity nell’area del cratere Gale di Marte chiamata Vera Rubin Ridge create mettendo assieme fotografie scattate usando filtri che permettono agli scienziati della missione di identificare alcuni minerali. Gli strumenti che hanno questa possibilità sono la MastCam (Mast Camera) e la ChemCam (Chemistry and Camera). In quest’occasione, la MastCam ha permesso di evidenziare un ossido di ferro chiamato ematite.

I responsabili della missione Curiosity avevano deciso di inviare il rover alla Vera Rubin Ridge perché tracce di ematite vi erano state rilevate dall’orbita. Questo minerale si forma generalmente in presenza d’acqua, un indizio rilevante in una missione che ha tra i suoi scopi quello di trovare e studiare antichissimi ambienti marziani in cui c’era acqua liquida.

Nel corso della sua missione, il Mars Rover Curiosity ha già raccolto una serie di prove che il cratere Gale fosse anticamente un lago, pubblicate dalla NASA negli anni scorsi. Nel giugno 2017 la NASA ha presentato le prove dei cambiamenti ambientali avvenuti in quell’area, un ulteriore tassello nel mosaico della storia di quella regione.

Gli scienziati continuano a raccogliere dati su quell’antico ambiente, su come si sia passato attraverso varie fasi tra 3,8 e 3,3 miliardi di anni fa per poi seccarsi definitivamente e diventare l’arido ambiente che il Mars Rover Curiosity sta esplorando. Verificare dove fosse l’ematite alla Vera Rubin Ridge era importante per programmare le successive rilevazioni necessarie a capire se effettivamente quel minerale si sia formato in presenza d’acqua.

Le immagini mostrano come siano stati sfruttati i filtri della MastCam per far risaltare l’ematite. L’immagine in alto mostra un panorama creato assemblando varie fotografie nelle versioni con i normali colori in alto e con i filtri che generano falsi colori in basso. L’ematite è evidenziata dal color porpora ed è visibile soprattutto dove il sostrato roccioso appare fratturato. In realtà, il minerale è presente anche sotto uno strato di polvere in zone lontane dalle fratture e per stabilirlo è stato usato invece lo strumento ChemCam.

Capire dove fosse esattamente l’ematite ha permesso ai responsabili della missione Curiosity di programmare il percorso del rover. È stato così che il 17 settembre 2017 Curiosity ha catturato l’immagine in fondo della roccia che è stata chiamata “Christmas Cove” alla Vera Rubin Ridge. Inizialmente sembrava che la quantità di ematite fosse limitata ma dopo che è stata ripulita con il pennello Dust Removal Tool una forte presenza di quel minerale è stata rivelata.

Il lavoro di rilevazione dell’ematite è ancora in corso e la sua distribuzione aiuterà a capire quando si è formata e la sua possibile storia di interazioni tra acqua e rocce. La possibilità di effettuare quelle rilevazioni sul posto permettono analisi accurate per ricostruire nei dettagli la storia del cratere Gale.

La roccia Christmas Cove (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)
La roccia Christmas Cove (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

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