È un successo la missione del cargo spaziale russo Progress MS-9 verso la Stazione Spaziale Internazionale con il primo viaggio sulla rotta ultra-veloce

Il cargo spaziale Progress MS-9 al decollo su un razzo Soyuz 2.1a (Immagine NASA TV)
Il cargo spaziale Progress MS-9 al decollo su un razzo Soyuz 2.1a (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale Progress MS-9 è decollata su un razzo vettore Soyuz 2.1a dal cosmodromo kazako di Baikonur. Dopo circa nove minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta ultra-veloce nella missione di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale indicata anche come Progress 70 o 70P. Dopo meno di 4 ore ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale attraccando al modulo Pirs.

Il razzo vettore Soyuz 2.1a usato già da tempo per altre missioni spaziali russe è ora quello impiegato per lanciare tutti i cargo spaziali Progress. Esso permette di inserire la navicella in un’orbita con maggior precisione rispetto alle precedenti versioni del razzo ed è per questo motivo che l’agenzia spaziale russa Roscosmos voleva sperimentare una rotta ultra-veloce con il lancio delle ultime due missioni Progress.

In passato, sia i cargo spaziali Progress che le navicelle Soyuz usate per il trasporto di personale avevano viaggiato verso la Stazione Spaziale Internazionale in una rotta veloce compiendo quattro orbite per una durata di circa 6 ore sperimentata per la prima volta nel 2012. Con la nuova rotta ultra-veloce la navicella compie due orbite per una durata di circa 3 ore e mezza e ciò richiede manovre ancor più precise.

Il cargo spaziale Progress MS-9 trasporta un totale di quasi 2,5 tonnellate di rifornimenti di vario tipo tra cibo, acqua, aria, ossigeno, propellente e altro ancora come una serie di prodotti per l’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale, vari esperimenti scientifici, strumenti e hardware vario.

Tra gli esperimenti c’è il Plasma Kristall-4, una collaborazione tra Roscosmos ed ESA per studiare il comportamento di minuscole particelle di polvere in un tubo pieno di neon e argo per simulare i movimenti degli atomi. Ciò perché in quell’ambiente acquisiranno una carica elettrica come gli atomi in uno stato fluido e in una situazione di microgravità non cadranno a terra.

La missione della navicella spaziale Progress MS-9 è sostanzialmente compiuta. Essa infatti non è in grado di tornare sulla Terra perciò verrà riempita di hardware guasto o comunque ormai inutilizzabile e spazzatura assortita e verrà fatta disintegrare rientrando nell’atmosfera terrestre. Quest’epilogo della missione avverrà probabilmente alla fine del gennaio 2019 ma la data precisa dipende da vari fattori.

Per il momento, c’è il successo del viaggio sulla rotta ultra-veloce dopo due tentativi che erano stati abortiti a causa di rari problemi nei lanci dei razzi Soyuz. Questa rotta verrà testata ancora parecchie volte con i prossimi cargo spaziali Progress con lo scopo finale di utilizzarla anche con le navicelle Soyuz per trasportare il più rapidamente possibile il personale alla Stazione Spaziale Internazionale.

Il cargo spaziale spaziale Progress MS-9 mentre si avvicina alla Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)
Il cargo spaziale spaziale Progress MS-9 mentre si avvicina alla Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

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