2023

Un confronto tra il sistema di Wolf 1069, quello di Proxima Centauri e quello di TRAPPIST-1

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta l’identificazione dell’esopianeta Wolf 1069 b, che ha una massa vicina a quella della Terra e orbita nella zona abitabile del suo sistema stellare. Un team di ricercatori guidato da Diana Kossakowski del Max Planck Institute for Astronomy ha usato il doppio spettrografo CARMENES montato sul telescopio da 3.5 metri dell’Osservatorio di Calar Alto, in Spagna, per individuare le tracce di Wolf 1069 b tramite il metodo delle velocità radiali. Questo esopianeta è in rotazione sincrona con la sua stella e ciò costituisce un problema per l’abitabilità ma la sua stella non ha potenti brillamenti. Queste caratteristiche rendono Wolf 1069 b un interessante oggetto di studi.

La galassia LEDA 2046648 assieme a molte stelle e soprattutto galassie viste dal telescopio spaziale James Webb

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb ritrae la galassia LEDA 2046648 immersa in un vasto gruppo di altre galassie più o meno lontane. Molte galassie a spirale sono distinguibili ed è normale dato che si tratta del tipo più comune. Lo strumento NIRCam ha catturato molti dettagli di LEDA 2046648 nonostante sia distante oltre un miliardo di anni luce dalla Terra ma le prestazioni di Webb non sono più sorprendenti. L’osservazione che ha generato quest’immagine è tra quelle usate per calibrare lo strumento NIRISS, che nella seconda metà del gennaio 2023 è stato fuori uso per un paio di settimane ma ora ha ripreso a trasmettere normalmente i dati raccolti.

Concetto artistico di eruzione su una magnetar (Immagine NASA Goddard Space Flight Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta una spiegazione per il brusco rallentamento della rotazione della magnetar catalogata come SGR 1935+2154 e la sua attribuzione a una sorta di vulcano che ha espulso una specie di vento nello spazio. Un team di ricercatori ha usato dati rilevati ai raggi X dal telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA e dello strumento NICER della NASA per analizzare i cambiamenti avvenuti nella magnetar. La loro conclusione è che l’attività dello pseudo-vulcano ha alterato il campo magnetico della magnetar, rallentandone la rotazione, ciò che in gergo è chiamato anti-glitch. Ciò ha portato all’inizio delle emissioni di onde radio sucessivamente rilevate dal radiotelescopio cinese FAST.

Rappresentazione artistica di un sistema binario contenente una pulsar ragno (Immagine NASA/Sonoma State University, Aurore Simonnet)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la rilevazione di eclissi di raggi gamma in sistemi binari formati da una stella normale o da una nana bruna che hanno come compagna una pulsar che viene definita pulsar ragno perché rubano gas alla compagna comportandosi come una vedova nera. Un team di ricercatori ha usato i dati rilevati per oltre un decennio dal telescopio spaziale Fermi della NASA per trovare i casi in cui la stella passa di fronte alla pulsar. Sono stati identificati sette sistemi binari con una pulsar ragno che viene eclissata dalla sua compagna. Questa identificazione ha permesso di misurare la massa della pulsar, un risultato utile per condurre test sulla teoria delle relatività e capire il comportamento della materia in condizioni estreme.

La curva di luce dell'occultazione della stella sullo sfondo causata dal passaggio dell'asteroide Chariklo catturata dallo strumento Near-infrared Camera (NIRCam) del telescopio spaziale James Webb

Un’occultazione stellare avvenuta il 18 ottobre 2022 ha permesso di studiare l’asteroide Chariklo osservando anche i suoi anelli, una caratteristica davvero peculiare per un oggetto così piccolo. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale James Webb per riuscire a sfruttare il passaggio di Chariklo di fronte a una stella dal punto di vista di Webb. Gli strumenti NIRCam e NIRSpec hanno permesso ottenere immagini e caratteristiche spettrografiche di Chariklo. Lo strumento NIRISS ha avuto nei giorni scorsi un problema software che ha bloccato la trasmissione dei dati raccolti ma non risultano guasti perciò è possibile che i dati vengano recuperati più avanti per completare uno studio approfondito di quest’asteroide.