Massimo Luciani

Concetto artistico di WASP-121 b (Immagine Engine House VFX)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta i risultati di un nuovo studio sull’esopianeta WASP-121b, un gioviano ultracaldo considerato uno dei pianeti con le condizioni più estreme conosciute. Un team di ricercatori guidato da Tom Evans, oggi al Max Planck Institute for Astronomy di Heidelberg, in Germania, ha usato dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble per indagare sui composti presenti nell’atmosfera di WASP-121b. La conclusione è che potrebbero esservi nubi di ferro, titanio e corindone, la forma cristallizzata di ossido di alluminio che compone rubini e zaffiri.

Il cargo spaziale Cygnus S.S. Piers Sellers catturato dal braccio robotico Canadarm2 (Immagine NASA TV)

La navicella spaziale Cygnus di Northrop Grumman, partita sabato 19 febbraio, ha appena raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale ed è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2. L’astronauta Raja Chari, assistito dalla collega Kayla Barron, inizierà fra poco la lenta manovra per spostare la Cygnus fino a farla attraccare al modulo Unity della Stazione dopo circa due ore.

Il cargo spaziale Cygnus S.S. Piers Sellers al decollo su un razzo Antares (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Cygnus di Northrop Grumman è decollata su un razzo vettore Antares dal Mid-Atlantic Regional Spaceport (MARS), parte della Wallops Flight Facility (WFF) della NASA sull’isola Wallops. Dopo circa nove minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. È alla sua diciassettesima missione ufficiale, chiamata NG-17 oppure CRS NG-17, di trasporto di rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale per conto della NASA.

Concetto artistico di fusione tra due nane bianche (Immagine Nicole Reindl (CC BY 4.0))

Due articoli pubblicati sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters” riportano diversi aspetti di uno studio su due stelle anomale dato che si tratta di due subnane che hanno carbonio e ossigeno sulla superficie invece di idrogeno ed elio. Un team guidato dal professor Klaus Werner dell’Università tedesca di Tubinga ha scoperto le due stelle, catalogate come PG 1654+322 e PG 1528+025 all’interno di una ricerca mirata a capire meglio le fasi finali dell’evoluzione stellare. Un team guidato dal dottor Miller Bertolam dell’Istituto di Astrofisica di La Plata, in Argentina, ha offerto una possibile spiegazione alle due stelle anomale spiegando in uno dei due articoli che potrebbero essersi formate in seguito a fusioni tra due nane bianche.