Massimo Luciani

Giove visto agli infrarossi dal VLT (Immagine ESO/L. Fletcher)

All’incontro nazionale di astronomia della Royal Astronomical Society del Regno Unito in svolgimento a Nottingham sono state presentate nuove immagini agli infrarossi del pianeta Giove ottenute con lo strumento VISIR installato sul VLT dell’ESO. Esse aiuteranno a capire meglio l’atmosfera di Giove in occasione dell’arrivo della sonda spaziale Juno della NASA, previsto per il 4 luglio 2016.

Il cratere Occator visto dall'alto e in vista prospettica con in rosso la massima concentrazione di carbonati (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/ASI/INAF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una nuova ricerca sulle celebri macchie bianche nel cratere Occator del pianeta nano Cerere. Secondo un team guidato da Maria Cristina De Sanctis, INAF – IAPS, il minerale più abbondante è il carbonato di sodio. Si tratta di un risultato sorprendente perché si tratta di un sale che sulla Terra abbonda nelle sorgenti idrotermali e ciò rilancia l’ipotesi della presenza di acqua liquida nel sottosuolo di Cerere.

Concetto artistico della Terra primordiale (Immagine cortesia Simone Marchi (SwRI). Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Earth and Planetary Science Letters” descrive una ricerca sul possibile collegamento tra il bombardamento primordiale di meteoriti sulla Terra e la nascita di forme di vita. Secondo un team di ricercatori diretto da Simone Marchi del Southwest Research Institute di Boulder, nel Colorado, negli USA, i meteoriti che hanno colpito la Terra nel corso del suo primo miliardo di anni di vita hanno generato un effetto serra sufficiente a mantenere l’acqua allo stato liquido, permettendo la nascita della vita.

Il Mars Rover Curiosity nell'area dov'è situata la roccia BuckSkin (Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” (PNAS) descrive la scoperta inaspettata di un minerale chiamato tridimite da parte del Mars Rover Curiosity nel cratere Gale di Marte. L’analisi di un campione estratto da una roccia chiamata BuckSkin ha evidenziato la presenza di tridimite, che sulla Terra si forma in seguito ad un’attività vulcanica molto più intensa di quella ritenuta presente nel passato di Marte.

Rappresentazione artistica di stelle che orbitano attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea (Immagine ESO/L. Calçada)

L’ESO ha comunicato il successo della prima osservazione effettuata utilizzando il nuovo strumento GRAVITY montato sul VLT (Very Large Telescope). Esso è operativo su tutti i quattro telescopi UT da 8,2 metri del VLT e i test di osservazione di una regione vicina al centro della Via Lattea mostrano che sta funzionando in maniera eccellente per fornire osservazioni di elevata qualità.